Martedì, 02 giugno 2020 - ore 07.48

Gianluca Galimberti :Parliamo di fotovoltaico, quindi parliamo di ambiente.

Parliamo del parco fotovoltaico che una ditta privata vorrebbe realizzare (ha risposto ad un bando pubblico ma non ha presentato alcun progetto) su terreni della Fondazione Città di Cremona con un diritto di superficie della durata di 30 anni, passati i quali l’area tornerebbe alla Fondazione e senza un cambio di destinazione d’uso, dunque ancora agricola.

| Scritto da Redazione
Gianluca Galimberti :Parliamo di fotovoltaico, quindi parliamo di ambiente.

Gianluca Galimberti :Parliamo di fotovoltaico, quindi parliamo di ambiente.

Parliamo del parco fotovoltaico che una ditta privata vorrebbe realizzare (ha risposto ad un bando pubblico ma non ha presentato alcun progetto) su terreni della Fondazione Città di Cremona con un diritto di superficie della durata di 30 anni, passati i quali l’area tornerebbe alla Fondazione e senza un cambio di destinazione d’uso, dunque ancora agricola.

Ne hanno scritto molto i giornali, ne abbiamo discusso in Consiglio comunale, tutti o quasi hanno dato il loro parere, ma - al di là delle polemiche - facciamo un punto sulla posizione dell’Amministrazione. Ecco cosa chiediamo alla Fondazione (dopo averlo chiesto nei diversi confronti che abbiamo avuto da tempo, lo abbiamo scritto anche in una lettera):

1.) serve un parere di soggetti terzi per valutare il progetto ed esprimersi sul consumo di suolo agricolo. L’eventuale realizzazione del parco fotovoltaico non deve portare ad impermeabilizzazione del terreno, l’impianto deve essere in grado di non alterare la biodiversità, di consentire l’infiltrazione delle acque e il mantenimento del livello di umidità del terreno, di tutelare i vincoli naturalistici presenti nell'area;

2.) occorre avere dati e elementi in grado di definire le ricadute ambientali positive in termini di diminuzione della CO2 emessa, di immissione di energia elettrica pulita, di eliminazione di produzione di energia da fonti fossili, di impatto sull’aria, di coerenza con indicazioni ambientali nazionali ed europee;

3.) Abbiamo chiesto anche alla Fondazione che nel progetto si garantisca il mantenimento dell'area a prato stabile, che si realizzino una piantumazione per mitigare l'impatto ambientale e visivo dell'impianto, passaggi e aperture nella recinzione per gli spostamenti della fauna selvatica.

E poi è importante confrontarsi con normative in evoluzione e con scelte di altre amministrazioni su situazioni analoghe.

Sono informazioni serie e ragionevoli che saranno condivise con tutti, Consiglio e cittadini. Non è una partita in mano al Comune, ma non stiamo alla finestra a guardare..e abbiamo chiesto alla Fondazione di condividere questi elementi prima dell’eventuale sottoscrizione di atti!

Fonte : pagina FB Gianluca Galimberti

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