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Fotovoltaico Cr Solidale: si cancellano 15 ettari per soli 20mila euro all'anno | Gian Carlo Storti

Il giornale La Provincia del 31 gennaio ha pubblicato una sintesi di alcuni appunti, sul mega impianto fotovoltaico a Cremona Solidale, che avevo redatto per alcuni amici lo scorso 23 gennaio. Ai fini di una corretta informazione li pubblico integralmente

| Scritto da Redazione
Fotovoltaico Cr Solidale: si cancellano 15 ettari per soli 20mila euro all'anno | Gian Carlo Storti

Fotovoltaico Cr Solidale: si cancellano 15 ettari per soli 20mila euro all'anno | Gian Carlo Storti 

Il giornale La Provincia del 31 gennaio ha pubblicato una sintesi di alcuni appunti, sul mega impianto fotovoltaico a Cremona Solidale, che avevo redatto per alcuni amici lo scorso 23 gennaio. Ai fini di una corretta informazione li pubblico integralmente

Appunti  sul mega impianto fotovoltaico a Cremona Solidale

Dove fare gli impianti fotovoltaici.

Il mega impianto fotovoltaico di 13/15 ettari su terreno agricolo è considerato dai massimi esperti del settore come uno ‘sfregio’ pesante al territorio che non va fatto.

Inoltre esso è collocato in una zona-sensibile- della città dove vi è un servizio agli anziani che  vede la presenza di circa 1500/2000  persone al giorno.

L’idea di assegnare il terreno fra i pannelli girevoli per orti sociali è alquanto balzana.

Dire che gli attuali terreni possono  ‘sopportare ‘ il parco fotovoltaico in quanto  utilizzati per monocoltura  e che l’intera area sarà protetta  da filari di alberi ecc. è solo un tentativo  di giustificare  una scelta  ecologicamente errata  fatta in fretta senza studiare al meglio tutte le problematiche e le diverse possibilità.

Gli impianti fotovoltaici a terra sono accettati solo in zone/aree  degradate che non  consumano territorio agricolo.

La collocazione ideale  è sui tetti, sugli edifici, pensiline , parcheggi  ecc. Per questo molti comuni sono impegnati a modificare le regole urbanistiche al fine di favorire l’installazione di questi impianti.

Fondazione Città di Cremona  già ricava 50mila euro da un impianto fotovoltaico.

Pochi sanno che Fondazione Città di Cremona  ricava già circa 50mila euro all’anno da un impianto fotovoltaico collocato sul tetto di una palazzina di Cremona Solidale

L’impianto è stato realizzato da CremonaCentro srl   che riconosce per l’affitto del tetto della palazzina di Cremona Solidale la somma già indicata di circa 50mila euro.

Infatti la Fondazione è proprietaria degli immobili di Cremona Solidale e della società Cremona Centro srl  (proprietaria a sua volta del palazzo Fodri).

Fondazione città di Cremona ha altri tetti su cui installare un impianto fotovoltaico?

A memoria nell’area di ACS sono disponibili almeno altri 5/7 tetti ( non so per quanti metri quadrati disponibili) che possono ospitare più impianti di media dimensioni come quello già installato.

Inoltre vi è la cascina- data in comodato gratuito- ad Agropolis ed altre proprietà in varie zona del Cremonese.

Vi è inoltre Palazzo Fodri in Città che però posso immaginare potrà avere problemi urbanistici  per l’installazione dei pannelli.

Perché Fondazione non ha sondato questa strada? Perché non ha fatto uno studio di fattibilità ?

Sinceramente non sono in grado di rispondere.

Perché si è arrivati all’accordo con la società JUWI DEVELOPMENT 02 SRL  in soli due mesi?

Ora è opportuno evidenziare che il tutto nasce da una lettera con la quali la JuWI fa una proposta alla Fondazione a metà luglio.

Si apre una trattativa- che non coinvolge il sottoscritto- che porta il 20 novembre 2019 a deliberare , nel CdA della Fondazione , “l’aggiudicazione della costituzione del diritto di superficie a favore della società JUWI DEVELOPMENT 02 SRL, alle condizioni di cui all’Avviso pubblicato in data 30/9/19 ovvero: durata 30 anni a  partire dalla stipula dell’atto notarile; autorizzazioni e permessi per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico in carico al superficiario; condizioni economiche € 1.150.000,00”

Come già detto in altre note questa è una trattativa strana- quasi segtreta- che non approfondisce una serie di problematiche.

Addirittura vi sono incontri con Linea Green che chiederà di sospendere l’iter avviato, , richiesta che nel CdA del 20 novembre non sarà accolta.

Ma quanto renderebbe a Fondazione la realizzazione  del mega impianto?

Uno dei motivi che portano Fondazione a giustificare la scelta del mega impianto è la quantità di risorse che incamererebbe e che servirebbero alla ristrutturazione dell’ex Soldi.

Facendo un conto della serva 1.150.00 euro diviso sui 30 anni fa la somma di 38,30 mila euro all’anno.

L’attuale affitto che l’affittuario paga alla Fondazione è di circa 15-18 mila euro annui.

Il che vuol dire che tutta questa operazione renderà in più alla Fondazione la differenza, ovvero 20mila euro annui.

Ne vale la pena? Questa somma può essere recuperata con semplici operazione di assestamento di bilancio e marginali operazioni di riorganizzazione.

Però si dice che il 1.150.000,00 euro sarà liquidato il 50% alla stipula del contratto definitivo ed il restante in 5 anni.

E questo secondo voi è un grande affare?

Inoltre sarebbe prevista la copertura del parcheggio di Cremona Solidale con altri pannelli solari ecc.

E’ da chiarire che il CdA di Fondazione ha già deliberato come coprire le spese della ristrutturazione di una parte dell’ex Soldi ( il cui progetto attende il parere favorevole della sovraintendenza)

In questi giorni si dice anche che il preliminare non sarebbe stato firmato e che vi sono aperte ancora delle trattative, forse anche con un altro soggetto che subentrerebbe a Juwi srl. Io non lo so.

Sta di fatto che il CdA di Fondazione ha deliberato quanto ho scritto sopra.

Credo però che su questo tema vi debba essere il massimo di trasparenza e che Fondazione debba rendere disponibili ai soggetti interessati ( associazioni ecc.) tutte le ‘carte’.

Appello al comune e Fondazione.

Azzerate il tutto ed aprire una nuova fase di lavoro serio che sia dentro percorsi normali di confronto con la città e con le associazioni ambientaliste.

Gian Carlo Storti   Cr 23 gennaio 2020

 

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