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Gli italiani di Amburgo ricordano il giorno dell’unità nazionale e delle forze armate italiane

Celebrazione al cimitero d’onore Amburgo – Öjendorf Domenica 6 novembre 2016 Breve Discorso del Presidente del Comites di Hannover Dott. Giuseppe Scigliano

| Scritto da Redazione
Gli italiani di Amburgo  ricordano il giorno dell’unità nazionale e delle forze armate italiane

Illustrissimo Generale Maggiore Karsten Stawitzki, Signor Comandante Karl Michael Setzer, Signor Colonello Velon, Signor capo del Distretto  Falko Droßmann,Sig.ra Karen Koop, Signor Console Generale Flavio Rodilosso, Signor Console Onorario Anton Rössner, Carissimo Don Pierluigi Vignola, Gentili sigore/ri, Carissimi amici,

 Anche quest’anno ricorre l’anniversario di una dolorosa pagina della nostra storia. In questo luogo della memoria, sono seppelliti ben 5.839 connazionali che hanno perso la loro vita nella seconda guerra mondiale nello Slewig-Holstein, nella Bassa Sassonia, ad Amburgo, a Brema e nella Westfalia.

Guardando queste lapide, coperte dal silenzio, in questa mattina d’autunno, è difficile pensare ai rumori, alle urla ed alle atrocità commesse in quegli anni di guerra e di paura.

Oggi come allora però una parte del mondo guarda altrove e l’altra è in subbuglio, il sangue scorre e l’odio prende il sopravvento nell’animo chi crede di agire per dei principi dettati  dal proprio Dio.

Basta guardare Aleppo per capire in quale tragedia attualmente ci troviamo. È inutile ricordare quanta ferocia ci arriva dentro casa attraverso i media: teste mozze; bambini, vecchi, donne ed uomini trucidati; ospedali bombardati e rasi al suolo; gente che scappa e perde la vita in mare.

Per coloro che riescono a sopravvivere raggiungendo le nostre coste, dopo aver pagato a caro prezzo il viaggio ai loro aguzzini, inizia un calvario diverso, un calvario che non ha limiti ma pieno di confini da oltrepassare.

Veramente impressionante è vedere le differenze di gestione del fenomeno dei diversi Stati Europei dove aumentano quotidianamente i consensi alle forze reazionarie e populiste perché fanno leva sulle paure della gente comune che non ha il coraggio di confrontarsi con altre culture.

 Le conseguenze dei conflitti in atto in Siria e nei paesi limitrofi, stanno costringendo alcune popolazioni a migrazioni di massa ed il resto del mondo  erge muri e filo spinato, paga la Turchia per ostruirne il passo, nella migliore delle ipotesi, chi riesce a superare questo inferno, viene isolato nei centri di accoglienza dove altri aguzzini spesso fanno fortuna.

 La situazione oggi  è veramente delicata e c’è da prendere atto che venti di guerra tra opposti schieramenti ritornano a soffiare. È noto che la Nato sta dislocando alcune forze armate lungo i confini del blocco Russo e la stessa Russia mette in mostra armi atomiche mai viste prima.

Non è nemmeno immaginabile quali potrebbero essere le conseguenze di un conflitto tra due schieramenti dotati di tecnologia bellica di altissimo livello.

Purtroppo questi morti che oggi noi ricordiamo, e tutti gli altri caduti in tutte le guerre, non sembrano essere un monito per coloro che gestiscono le regole del vivere comune su questo pianeta.

Io sono fiducioso però ed auspico che il ricordo di tutte queste persone passate per le armi ed a cui va tutto il nostro rispetto, possa essere utile per indirizzare i poteri che governano il nostro pianeta, verso una politica di coesistenza di tutti i popoli nel vivere le loro diversità in nome della pace e della fratellanza.

Chiudo questo mio breve saluto con una mia poesia scritta di recente e dedicata alle vittime dei conflitti in atto.

Ultima spiaggia

Scende sulla terra

Un attimo di incertezza

Anime senza senso

Anime senza tempo

Lungo il tragitto

Nuvole scure

Coprono il cielo

Voci..grida..urla..

Nella tempesta

Di un mare senza cuore

Tutto s’infrange

Tutto li travolge

Quante malinconie

Quante paure

Per un futuro migliore

Per una vita diversa

Per un raggio di sole

Persi spesso nelle gelide acque

Di quell’onda 

Che tutto inghiotte..

Tutto copre

nel silenzio - nel rumore - nel nulla

© Giuseppe Scigliano

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