Martedì, 26 ottobre 2021 - ore 22.22

I fascisti assaltarono la Cgil di Cremone nel luglio 1922| Giuseppe Azzoni

Con questo spirito voglio riportare a certi immemori fatti anche locali assai attinenti.

| Scritto da Redazione
I fascisti assaltarono la Cgil di Cremone nel luglio 1922| Giuseppe Azzoni

I fascisti assaltarono la Cgil di Cremone nel luglio 1922| Giuseppe Azzoni

Egregio direttore, a fronte della intollerabile ed ignobile devastazione della sede nazionale della Cgil assistiamo a balbettanti «non so, non ricordo», ad ambigue minimizzazioni se non a più o meno mascherate difese di dirigenti della destra italiana verso forze protagoniste dell’accaduto.

Ignorando la nostra storia, questi dirigenti si domandano se si possono definire fascisti persone che salutano col braccio teso e si fregiano di teschi, fiamme, fasci, aquile, svastiche e simili icone. Fingono di non conoscerli, si meravigliano...

È passato un secolo da certi fatti, molte le cose radicalmente cambiate, per fortuna o meglio grazie a chi ha combattuto il fascismo. Ma è bene non perdere la memoria. Con questo spirito voglio riportare a certi immemori fatti anche locali assai attinenti.

Riprendo dunque, da un vecchio libro del nostro non dimenticato Sindaco Emilio Zanoni sulla storia del movimento operaio cremonese, questo brano: «Il 13 luglio 1922 convengono a Cremona squadristi da tutti gli angoli della provincia (…). Viene invasa e totalmente distrutta la Cooperativa terrazzieri di Porta Mosa. La Tipografia Proletaria ove si stampa l'Eco del popolo viene devastata selvaggiamente, il materiale asportato, bruciato, frantumato.

L’orda dei vandali ora si avvia in via Volturno ove ha sede la Camera del Lavoro. L’organismo operaio che da trent’anni curava il progresso civile e sociale dei lavoratori viene invaso. I pochi impiegati e dirigenti hanno appena avuto il tempo di porsi in salvo. I distruttori mettono a fuoco e a sacco i locali. I mobili sono precipitati dalle finestre, gli atti e i documenti disseminati ovunque e bruciati.

Tutto viene distrutto. Per più giorni, narra un testimone oculare, per via Volturno si cammina su fogli lacerati, cocci, avanzi di mobili...».

Grandi del pensiero hanno scritto che le genti che dimenticano sono destinate a ripercorrere le disgrazie del passato. Ricordiamocelo sempre.

Giuseppe Azzoni  (Cremona)

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