Lunedì, 25 ottobre 2021 - ore 07.24

I vincitori del XVII edizione del Premio Ambiente e Legalità

11 storie premiate a Festambiente da di Legambiente e Libera: forze dell’ordine, capitanerie di porto, magistratura e iniziative editoriali

| Scritto da Redazione
I vincitori del XVII edizione del Premio Ambiente e Legalità

C’è chi combatte l’abusivismo costiero grazie alla collaborazione di cittadini e associazioni, chi ha dato vita ad un progetto editoriale di approfondimento, curato da una redazione di donne, dedicato ai fatti che quotidianamente vedono il nostro patrimonio culturale minacciato, violato e oggetto di crimini, chi contrasta il maltrattamento di animali e le varie forme di criminalità ambientale, dal traffico illecito di rifiuti all’inquinamento ambientale. Chi è in prima linea per rafforzare la tutela dello straordinario patrimonio di Pompei e delle vicine Stabiae ed Ercolano. Azioni e storie di impegno concreto, quelle al centro della XVII edizione del Premio Ambiente e Legalità di Legambiente e Libera, che hanno per protagonisti forze dell’ordine, capitanerie di porto, magistratura in prima linea per la difesa dell’ambiente e della legalità, ma anche chi è impegnato per una informazione approfondita su temi specifici come quello delle archeomafie. 11 le storie premiate durante della cerimonia organizzata nell’ambio della seconda giornata di Festambiente, il Festival di Legambiente in programma a Rispescia (Gr) fino a domenica 22 agosto.

Quest’anno, i riconoscimenti del premio, sono andati all’Ufficio Circondariale marittimo di Terracina – Corpo della Capitaneria di Porto- Guardia Costiera per le numerose e importanti inchieste relative a diversi casi di abusivismo edilizio su aree del demanio marittimo, lungo il litorale di competenza della Capitaneria di porto, comandata dal Tenente di Vascello Emilia Denaro. Inchieste nate anche grazie alla collaborazione di cittadini e associazioni, a partire dal circolo di Legambiente “Terracina Pisco Montano”. Al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale agroalimentare e forestale di Ancona – Arma dei Carabinieri per l’inchiesta su un caso particolarmente grave di maltrattamento di animali che ha portato al sequestro di un allevamento a Trecastelli (Ancona) al cui interno, invece dei 61 animali al massimo detenibili, erano presenti ben 859 cani di piccola taglia trovati in condizioni igieniche e sanitarie gravissime. Il Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale in riferimento a diverse e complesse indagini svolte, come l’Operazione Demetra, l’Operazione Blu Mais e, da ultimo, l’operazione “KEU”. Il Nucleo Operativo Ecologico di Pescara – Arma dei Carabinieri per l’ottimo lavoro investigativo svolto nell’ambito dell’operazione Easy Money, in sinergia con altre forze di polizia e col coordinamento della procura di Chieti, che ha consentito di fermare una potente organizzazione criminale attiva nelle più moderne e sofisticate operazioni di riciclo di rifiuti in nero, evasione fiscale e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Tra gli altri premiati anche il Comando tutela patrimonio culturale di Napoli – Arma dei Carabinieri per l’intensa azione investigativa che ha dato origine a inchieste e processi con cui, negli ultimi anni, è stata rafforzata la tutela dello straordinario patrimonio di Pompei e delle vicine Stabiae ed Ercolano. Il Corpo Forestale Regione Autonoma – Valle D’Aosta per il lavoro svolto nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale attraverso inchieste importanti per la tutela del territorio, in particolare in tema di illecito percepimento di contributi europei, come emerso con l’operazione Pascoli d’oro (svolta nel comune di Etroubles e relativa ai contributi previsti dall’Unione europea per il mantenimento dei pascoli alpini) e in quella per maltrattamento e abbandono di equidi. Antonio De Nicolo, Procuratore della Repubblica – Tribunale di Trieste premiato per le numerose operazioni condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste in materia di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti e in particolare per l’operazione “Via della Seta, sviluppata dalla Guardia di finanza, che ha fatto emergere l’esistenza di un “sodalizio criminoso a carattere transnazionale operante nella commercializzazione, con modalità fiscalmente fraudolente, di rifiuti metallici e non (rame, ottone, alluminio)”.

Il Reparto Operativo Aeronavale di Napoli – Guardia di Finanza è stato premiato per l’inchiesta per disastro ambientale quale principale capo di imputazione nei confronti di due organizzazioni criminali campane che lucravano con la pesca e la vendita di datteri di mare, devastando l’ecosistema marino del golfo di Napoli e dei Faraglioni di Capri. La Questura e Squadra mobile di Lecco – Polizia di Stato per l’inchiesta “Cardine-Metal Money”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Lecco, in collaborazione con i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria (Gico) della Guardia di Finanza. La Polizia locale di Milano – Nucleo problemi del territorio per il lavoro svolto con particolare efficacia e dedizione nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale in riferimento alle complesse indagini dell’operazione “Rifiuti preziosi”, su traffico rifiuti anche pericolosi, spaccio di stupefacenti e estorsione aggravata dal metodo mafioso, che ha portato a 33 ordinanze di custodia cautelare. Premiata, infine, l’archeologa Serena Epifani fondatrice e direttrice del The Journal of culturale heritage crime, un progetto editoriale guidato da un comitato di redazione di donne. Si tratta del primo contenitore italiano di approfondimento, con importanti proiezioni di carattere internazionale, in cui trovano spazio i fatti che quotidianamente vedono il nostro patrimonio culturale minacciato, violato e oggetto di crimini.

Gli ultimi dati del Rapporto Ecomafia, relativi al 2019, segnalano una crescita delle illegalità ambientali: 34.648 reati accertati, alla media di 4 ogni ora. Un incremento del +23.1% rispetto al 2018. Boom degli illeciti nel ciclo del cemento (11.484) che superano quelli contestati nel ciclo di rifiuti (9.527). Impennata anche dei reati contro la fauna (8.088) e quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (+92,5% rispetto al 2018). Un dato, quello degli incendi boschivi, in crescita anche nel 2020, come già anticipato da Legambiente: nel 2020 +18,3% di territorio nazionale bruciato, +8,1% di reati accertati tra incendi dolosi e colposi rispetto al 2019. Distrutti complessivamente 62.623 ettari. Ben l’82% della superficie boscata e non boscata data alle fiamme e il 54,7% degli illeciti rilevati si concentrano tra Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

Da capogiro il business potenziale complessivo dell’ecomafia, stimato in 19,9 miliardi di euro per il solo 2019, e che dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 miliardi.

Il presidente nazionale di Legambiente. Stefano Ciafani, ha concluso: «Le storie al centro del Premio Ambiente e Legalità testimoniano il grande impegno di chi si batte ogni giorno per difendere lo straordinario patrimonio ambientale del nostro Paese, gravemente minacciato dai fenomeni di aggressione criminale, come testimoniano i roghi che stanno devastando boschi e aree protette. Un impegno che si è triplicato soprattutto in tempo di pandemia per contrastare le mafie che, in piena emergenza covid, si mosse con celerità sfruttando la crisi economia e sociale per estendere ancor di più la loro presenza e incrementare il loro business e i traffici illegali a danno dell’ambiente, della salute dei cittadini e dell’economia. Fortunatamente anche la risposta dello Stato non si è mai fermata, sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione, dimostrando ancora una volta la grande efficacia della legge 68 del 2015 che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale. Alla politica chiediamo, invece, una maggiore responsabilità e attenzione nel contrasto alle tutte le forme di illegalità. Con l’attuale riforma della giustizia Cartabia non è stato inserito il disastro ambientale tra i reati per cui non sono previsti termini che ne determinino l’improcedibilità. Una scelta a nostro avviso insensata perché sono in gioco l’ambiente in cui viviamo, la salute delle persone e la credibilità stessa della giustizia».

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