Mercoledì, 08 dicembre 2021 - ore 10.06

Il nuovo Presidente Repubblica deve garantire tutti| Vincenzo Montuori (Cremona)

Con questa maggioranza il presidente non può che essere un presidente di compromesso (nel senso positivo della parola)

| Scritto da Redazione
Il nuovo Presidente Repubblica deve garantire tutti| Vincenzo Montuori (Cremona)

Il nuovo Presidente Repubblica deve garantire tutti| Vincenzo Montuori (Cremona)

Egregio direttore, iniziano le manovre tra i partiti per l’elezione del presidente della Repubblica nel 2022 e si comincia ad assistere al vecchio balletto delle dichiarazioni incrociate nel quale le parti rivendicano le proprie scelte: il centrodestra afferma che sono quasi trent’anni che l’elezione è monopolio dei partiti di centrosinistra; da questa parte si ribadisce, invece, la necessità di non lasciare spazio in quella occasione alle preferenze di Salvini e della Meloni.

Ora, questa diatriba francamente appare un po’ patetica, non solo perché gli italiani hanno altri problemi ben più urgenti della elezione in questione, ma anche perché i partiti sembrano concentrati su una vicenda del genere, quando, invece, sono di fatto emarginati dalle scelte della legge di bilancio e delle procedure operative per l’attuazione del Pnrr, che sono nelle mani di Draghi e di alcuni dei suoi ministri (non tutti). Inoltre, non si può pensare che eleggere il presidente della Repubblica, in un regime parlamentare come il nostro (almeno a livello formale) voglia dire piantare bandierine dell’uno o d e l l’altro colore e difendere le postazioni acquisite: il presidente in Italia può avere certo un suo orientamento politico, ma deve garantire l’unità e l’equilibrio tra le parti e non farsi ingabbiare tra le opposte partigianerie; e al riguardo, il presidente che ha meglio, a mio giudizio, incarnato questo ruolo, è stato Carlo Azeglio Ciampi, pur nella sua chiara connotazione di antifascista. Insomma, il presidente in Italia non si candida ma viene designato (non siamo negli Usa o in Francia) e viene nominato in base ad accordi tra i partiti.

Ora, con un governo ed una maggioranza come quella attuale (di compromesso) che tiene dentro quasi tutti, il presidente non può che essere un presidente di compromesso (nel senso positivo della parola), che riscuota il consenso di una larga maggioranza, senza la necessità di ricorrere alle «eccellenze della repubblica» (Draghi, Mattarella) o al redivivo «uomo della provvidenza» (Berlusconi ) .

Vincenzo Montuori Cremona

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