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Il Primo maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti

Il titolo è significativo. 1° Maggio in gramaglia:i lavoratori preparino la loro riscossa. Ed il sottotitolo: Su la vetta del calvario

| Scritto da Redazione
Il Primo maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti Il Primo maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti Il Primo maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti Il Primo maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti

Il 1° maggio 1921. Succedeva 100 anni fa a Cremona |Gian Carlo Storti

 L’Eco dei Comunisti del 30 aprile 2921 ( Organo del Partito Comunista d’Italia-Federazione Provinciale di Cremona) anticipa, in un lungo editoriale a firma “ Noi” gli obiettivi,i temi al centro della giornata del 1° maggio 1921.

Il titolo è significativo. 1° Maggio in gramaglia:i lavoratori preparino la loro riscossa. Ed il sottotitolo: Su la vetta del calvario.

 

Interessante riportarne un passo.

“ Le otto ore ,per cui morirono i compagni di Chicago, ottenute pacificamente dopo la guerra, quando la borghesia era pavida e tremante, sono in pericolo ;la pseudo –democrazia dello Stato costituzionale sta cedendo il passo ad un governo militarista fortemente conservatore e reazionario formato da uomini esponenti di quelle correnti che la volontà delle masse aveva messo in disparte nella vita politica della nazione”.

Ed ancora: “ Lo Stato assiste allo scempio continuo e disastroso della sua autorità e del suo prestigio”.

L’articolo chiude con una appello: “ Il Partito Comunista d’Italia che per la prima volta dalla sua costituzione ( è nato il 21 gennaio 1921 ndr)  solenizza la festa del lavoro, saluta i proletari d’Italia e del mondo, invitandoli a lottare con lui, sotto la bandiera gloriosa dell’Internazionale Comunista, per l’avvento del proletariato al potere.

 L’Eco del 7 maggio 1921 ( il giornale era settimanale) riporta brevemente il resoconto dell’andamento delle manifestazioni del 1° maggio in città e provincia.

Ecco il resoconto dell’Eco:

 “In città il 1° Maggio è trascorso senza incidenti. In Provincia si è dovuta rimandare , a causa delle proibizioni prefettizie, la nostra manifestazione di Casalmaggiore, ove si erano recati e compagni Bernamonti e Chittolini per parlare insieme con il prof. Ferrari. A Sesto fu tenuto un comizio comunale con corteo ove parlò il compagno Meazza.

Il compagno Rettori portò al comizio di Crema la voce del Partito Comunista”. Vi è poi un trafiletto dal titolo “ Viva il lavoro !” , a firma di Iros molto significativo e che rende perfettamente il clima di quei giorni. Lo riporto integralmente.

“ Da giovane proletario dopo essermi messo un garofano rosso all’occhiello della mia giacca, sono uscito di casa per osservare quanto succedeva per il 1° Maggio nella mia rossa Cremona.

Tutto era quiete.

Il questore aveva proibito qualsiasi comizio ed il prefetto aveva ordinato la chiusura delle bettole e delle osterie.

I caffè e gli alberghi rigurgitavano di sfaccendati, di lazzaroni, dei soliti borghesi insomma.

 L’operaio che fugge e aborre gli eleganti e mondani ritrovi, caffè, bar, doveva quindi rimanere senza la possibilità di bene un bicchierino di quel buono.

E si, che era un giorno di festa! E la giustizia del resto, è l’uguaglianza tra le diverse classi.

Le cantonate, i pilastri e le mura dei palazzi e delle case erano state coperte da manifesti portanti

la scritta : W I’Italia ed il lavoro”.

Passando davanti agli affollati caffè, e ricordandomi di quanto avevo letto, ho riso di cuore.

 Ho riso in quanto che  quelle strisce erano state affisse dai fattorini della borghesia. Al caffè si può è vero gridare viva l’Italia , del resto come in tempo di guerra, ma poi quella di gridare viva il lavoro non vi va affatto.

Scusatemi , signori borghesi, se su questo giornale vi prendo in giro ! Ma del resto non avete tutti i torti a gridare, scrivere , far affiggere il motto viva il lavoro.

In quanto il lavoro al quale accudisce l’operaio , vi permette di continuare la vostra vita di ozio ed agiatezza.

Si, avete ragione di gridare viva il lavoro….degli altri però.

E che così la continui un pezzo

Iros “.

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Come si può capire il clima non era pesante, ma pesantissimo.. La stessa pagina del giornale

riporta di violenti ed atti squadristici che si verifica cavano ogni settima nei vari comuni della

provincia.

Si andava velocemente verso il regime fascista. E come è sempre capitato nella storia le forze

antifasciste di allora litigavano fra loro.

Ricerca a cura di Gian Carlo Storti

Cremona 30 aprile 2011

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