Nelle tre strutture dell’azienda servizi alla persona IMMeS Pio Albergo Trivulzio, che ricomprende la storica «Baggina» milanese, l’istituto Principessa Jolanda e il Frisia di Merate (Lecco), tra gennaio e aprile ci sono stati complessivamente 405 morti, di cui 300 al Trivulzio, con un tasso di mortalità, rispetto a ospiti e pazienti presenti, che varia dal 18 al 28% a seconda delle strutture. Si legge in una nota della struttura . L’istituto fa notare che all’interno «rispetto ai valori medi dell’analogo quadrimestre del quinquennio 2015/2019, vi è stato un incremento di decessi pari al 61%, passando da 186 decessi medi a 300» in un quadro in cui in Lombardia a marzo «c’è stato un incremento del 185% dei decessi rispetto al valore medio del quinquennio 2015/2019». In più, si spiega che il Trivulzio ha seguito le «indicazioni istituzionali sulle modalità di uso contingentato» delle mascherine «fino al 23 marzo, quando si è potuto metterle a disposizione di tutti gli operatori».
In tutto 405 morti da gennaio nelle strutture del Pio Albergo Trivulzio

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