Venerdì, 03 dicembre 2021 - ore 10.20

Interrogazione Disagi sulla linea ferroviaria Parma-Brescia. On. F. Bordo insoddisfatto

Disagi sulla linea ferroviaria Parma-Brescia, Bordo (Democratici e Progressisti): «Gravi responsabilità di Regione Lombardia e Trenord» Insoddisfazione dopo la risposta all’interrogazione in Commissione Trasporti. Il Deputato: «Emergono dati inquietanti. Il materiale rotabile è vecchio il doppio rispetto alla media nazionale»

| Scritto da Redazione
Interrogazione Disagi sulla linea ferroviaria Parma-Brescia. On. F. Bordo insoddisfatto

«Ormai da diversi anni, la linea ferroviaria Parma-Brescia versa in una condizione di disagio e totale abbandono; come confermato da numerose fonti stampa, ancora di recente si sono verificati una serie di gravi guasti alla linea, che hanno messo a repentaglio la salute e la sicurezza di molti pendolari»: si apre così l’interrogazione a risposta immediata in Commissione Trasporti a prima firma Franco Bordo, Deputato di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista, con Michele Mognato e Vincenzo Folino.

«Per Legambiente Lombardia, l’azienda ferroviaria Trenord, gestita da Regione Lombardia e dalle FS, “ogni anno si fa trovare impreparata ai primi caldi estivi. Così è da Varese a Pavia, e da Cremona a Mantova e Brescia cresce la rabbia dei pendolari”; sempre secondo Legambiente regionale, per il funzionamento dei treni lombardi Trenord spende ogni anno quasi 1 miliardo di € (500 milioni di contributi pubblici e quasi altrettanti ricavi da tariffa), producendo 43 milioni di treni/km l’anno. Il costo treno/km è il più caro d’Italia, 23 €/km, mentre nelle regioni vicine è quasi la metà», aggiungono i parlamentari, che hanno chiesto quali iniziative urgenti il Ministero intendesse attuare al fine di garantire un efficace ed efficiente diritto alla mobilità dei cittadini sulla tratta in questione, riducendo i numerosi disagi che si verificano quotidianamente sulle linee ferroviarie.

«Dalla risposta del Governo emerge un dato inquietante: su questa linea il materiale rotabile ha età media superiore ai 35 anni, contro una media nazionale di circa 18/19 anni. Le scelte politiche e aziendali continuano a penalizzare le province del sud-est lombardo, tra cui la linea Parma-Brescia, su cui sono state scaricate le vetture più vecchie a livello regionale. Il problema non è quindi solo cronico, ma denota un comportamento negativo dell’azienda regionale. Da Trenord si parla di un rinnovo massiccio della flotta, progettato nel 2015, ma il piano di investimenti, che peraltro prevede anche l’acquisto di treni ancora diesel, è evidentemente in ritardo», spiega Bordo.

«Abbiamo espresso insoddisfazione per quanto riguarda il ruolo di vigilanza da parte del Ministero, che è anche titolare di accordi di programma con le regioni rispetto alla gestione del trasporto ferroviario: è chiaro che qui tale vigilanza manca e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non richiama in modo sufficiente al rispetto dei tempi e delle modalità di erogazione del servizio. Per questa linea, come per tutte quelle del quadrante sud-est della Lombardia che versano in condizioni precarie, continueremo con il nostro lavoro di denuncia e di stimolo affinché i programmi previsti vengano rispettati», conclude Franco Bordo.

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