La festa è finita, ora ri-comincia la progettualità concreta, la programmazione politica ed economica, avente come obiettivo la ripresa economica e il rilancio del lavoro. Non sono ancora convinto dall’insistenza con la quale procedi nelle riforme, insistendo che si devono scrivere con tutti i partiti., ivi compreso Berlusconi con quel che resta del suo partito. Se Bersani ti ha consigliato “umiltà” personalmente ti suggerisco di non permettere a nessuno di “umiliarti! E con te umiliare il PD e la nazione. Reputo umilianti gli accordi sulle riforme, tutte ricalcanti le esigenze dell’ex cavaliere, imposte con la consueta minaccia-ricatto “altrimenti cade il governo”. Ora è il momento di parlare di lavoro, in questo campo sarebbe superfluo e dannoso coinvolgere l’ex senatore Berlusconi, lui, inventore della finanza creativa, di lavoro non ne sa nulla, se non il disprezzo; ne fa prova l’invenzione dello scudo fiscale e i provvedimenti di sanatoria e di condono a favore dei club dei miliardari, contro quella ignobile “social card” elargita ai più bisognosi, previa pubblica ammissione del proprio stato di bisogno, … e sono gli stessi che adesso criticano gli 80 euro in busta paga, bollandoli come “elemosina”. Coinvolgere Berlusconi sulle decisioni sul lavoro sarebbe inutile e dannoso, perché è nel lavoro che l’uomo capitalista e l’uomo lavoratore, trovano il loro punto di incontro insieme alla centralità dell’essere UOMO. In una Democrazia compiuta la politica trova nella società civile e democratica la fonte della sua convinzione che il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell'esistenza umana. Nel nostro tempo diventa sempre più rilevante il ruolo del lavoro umano, come fattore produttivo delle ricchezze immateriali e materiali; diventa, inoltre, evidente come il lavoro di un uomo si intrecci naturalmente con quello di altri uomini. Oggi più che mai lavorare è un lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri: è un fare qualcosa per qualcuno. Il lavoro è tanto più fecondo e produttivo, quanto più l'uomo è capace di conoscere le potenzialità produttive della terra e di leggere in profondità i bisogni dell'altro uomo, per il quale il lavoro è fatto. Nel progetto della Democrazia politica ogni uomo è chiamato al suo sviluppo, e, coerentemente lo sviluppo umano di ciascun uomo costituisce e deve costituire il progresso, che resta così vincolato allo sviluppo.
Dotato d'intelligenza e di libertà, l’uomo è responsabile della sua crescita, così come del suo sviluppo. Aiutato, e talvolta impedito, da coloro che lo educano e lo circondano, ciascuno rimane, quali che siano le influenze che si esercitano su di lui, l'artefice della sua riuscita o del suo fallimento: col solo sforzo della sua intelligenza e della sua volontà, ogni uomo può crescere in umanità, valere di più, essere di più, affermarsi sul suo essere, senza lasciarsi condizionare dalle parvenze dell’apparire. L'attività umana individuale e collettiva, ossia quell'ingente sforzo col quale gli uomini nel corso dei secoli cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, corrisponde al disegno dell’uomo, alla sua storia, al suo destino. L'uomo deve soggiogare i mezzi di produzione e non restarne soggiogato, deve dominare il progresso, perché non arrivi a contrastare lo sviluppo. Come persona, l'uomo è quindi soggetto del lavoro. Come persona egli lavora, compie varie azioni appartenenti al processo del lavoro; esse, indipendentemente dal loro contenuto oggettivo, devono servire tutte alla realizzazione della sua umanità, al compimento della vocazione ad essere persona, che gli è propria a motivo della stessa umanità.
L'uomo deve lavorare per riguardo agli altri uomini, specialmente per riguardo alla propria famiglia, ma anche alla società, alla quale appartiene, alla nazione, della quale è figlio, all'intera società umana, di cui è membro, essendo erede del lavoro di generazioni e insieme co-artefice del futuro di coloro che verranno dopo di lui nel succedersi della storia. Tutto ciò costituisce l'obbligo morale del lavoro, inteso nella sua ampia accezione. Quando occorrerà considerare i diritti morali di ogni uomo per riguardo al lavoro, corrispondenti a questo obbligo, si dovrà avere sempre davanti agli occhi l'intero vasto raggio di riferimenti, nei quali si manifesta il lavoro di ogni soggetto lavorante.
Rosario Amico Roxas
L'uomo e il lavoro | RAR

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