Martedì, 24 aprile 2018 - ore 18.29

La condizione degli anziani in Lombardia Ricerca 2017 dello SPI-CGIL Lombardo

Lo SPI-Cgil della Lombardia ha elaborato una ricerca sugli anziani lombardi che di seguito pubblichiamo. Dalla elaborazione esce un primo dato molto significativo ed importante e cioè che l'invecchiamento della popolazione non è un ostacolo allo sviluppo sociale ed economico.

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La condizione degli anziani in Lombardia Ricerca 2017 dello SPI-CGIL Lombardo

La condizione degli anziani in Lombardia Ricerca 2017 dello SPI-CGIL Lombardia

Lo SPI-Cgil della Lombardia ha elaborato una ricerca sugli anziani lombardi che di seguito pubblichiamo. Dalla elaborazione esce un primo dato molto significativo ed  importante  e cioè che l'invecchiamento della popolazione non è un ostacolo allo sviluppo sociale ed economico.

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Affinché questa affermazione risulti sostenibile occorre che le policy riconsiderino i fattori determinanti della crescita in società che sono inevitabilmente destinate ad invecchiare proprio a causa dell’aumento del benessere. Cioè, se si vuole fare in modo che i cambiamenti prodotti dall’allungamento della vita siano economicamente e socialmente effettivamente sostenibili, diviene necessario impostare strategie integrate che superino i limiti delle politiche demografiche e orientate al mero innalzamento dell’età lavorativa – da sole non risolutive - per introdurre invece nuove priorità nella regolazione dei processi sociali.

Bisognerebbe cioè progettare e mettere in atto di misure concrete affinché l’allungamento della vita continui ad essere accompagnato da un miglioramento delle condizioni di salute (ottenendo tra gli altri il risultato di ridurre la spesa per la cronicità nei bilanci regionali), attuare strategie differenziate a livello territoriale che attraverso efficaci politiche sociali, urbanistiche e per la mobilità, contrastino l’isolamento relazione e fisico che condiziona sempre di più la vita degli anziani e in particolare dei “grandi vecchi”, avviare una profonda revisione dell’organizzazione dei tempi di vita e dei meccanismi di scambio fra generazioni.

Queste sfide chiamano in causa sia le responsabilità individuali, nel senso che le singole persone dovrebbero adottare comportamenti e stili di vita più coerenti con l’obiettivo dell’invecchiamento in buona salute, sia le responsabilità collettive, che dovrebbero portare al pieno riconoscimento delle esigenze e delle potenzialità degli anziani e a dare priorità alle azioni necessarie a rimuovere le forti diseguaglianze - socio-economiche, in rapporto all’accesso ai servizi, territoriali - che impediscono a tutti di invecchiare bene. Le differenze sociali in termini di sopravvivenza sono ancora molto marcate: nel 2008, in Italia, considerando gli uomini di 60 anni, quelli più istruiti avevano una speranza di vita più lunga di 3 anni (1,5 per le donne) dei meno istruiti (Corsini 2010).

Si vedano inoltre le risultanze delle indagini sulla salute condotte recentemente dall’Istat, secondo le quali la crisi economica ha probabilmente avuto conseguenze negative sulla salute futura: relativamente al 2012, l’11% delle persone intervistate hanno sostenuto di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria pur avendone bisogno.

Considerato che le prime prestazioni sanitarie alle quali si rinuncia sono quelle motivate dalla prevenzione, è probabile che questo si traduca in un peggioramento della salute (Istat, 2013).

Il filo rosso della nostra indagine è come riconoscere le disuguaglianze più importanti che pesano  negativamente sulle condizioni di salute degli anziani in Lombardia, capire come e con quale intensità queste disuguaglianze si declinano a livello territoriale, comprendere in che modo i diversi gradienti– socio-demografico, economico, contribuiscono a determinare situazioni di benessere e di disagio,per giungere infine a pensare ad alcune contromisure e proposte.

Un punto di partenza è che qualunque sia la dimensione di salute che si consideri (quella fisica, mentale, funzionale, soggettiva) la vera differenza tra la condizione “anziana” e quella delle età adulte è una condizione di salute più precaria (Preston & Wang 2006; Caselli & Egidi 2011).

Ciò implica, da un lato, che la sostenibilità sociale ed economica dell’invecchiamento è legata, come già detto, soprattutto alla possibilità che la salute possa continuare a migliorare (Christensen et al. 2009), dall’altro, che le politiche rivolte agli anziani dovrebbero assumere la “consapevolezza” che quando gli anziani godono di buone condizioni di salute sono persone simili alle altre, hanno un enorme potenziale ed esprimono bisogni importanti in termini di vita attiva.

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