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La Conferenza Europea sull'AIDS si apre con una dura presa di posizione politica

| Scritto da Redazione
La Conferenza Europea sull'AIDS si apre con una dura presa di posizione politica

È iniziata ieri a Bruxelles, in Belgio, la 14° Conferenza Europea sull'AIDS: un'apertura segnata da una dura presa di posizione politica da parte di esponenti di spicco del mondo della ricerca e della lotta all'HIV.

L'European AIDS Clinical Society (EACS) ha rivolto un appello alla Federazione Russa affinché abolisca una nuova legge che vieta di "propagandare" e fare informazione sui "rapporti sessuali non tradizionali".

"Quello che ci preoccupa è che questo tipo di normative non sono solo lesive dei diritti umani fondamentali, ma hanno anche ricadute deleterie sul piano della salute pubblica", è stato dichiarato dall'EACS. Si teme infatti che questa legge vada ulteriormente ad ostacolare il già difficile accesso a prevenzione, diagnosi e cura dell'HIV.

Questa legge è arrivata dopo diversi anni di crescente ostilità nei confronti delle persone gay, lesbiche e transgender nella Federazione Russa e in alcuni stati limitrofi. Finora, il governo russo si è mostrato praticamente inamovibile di fronte agli appelli e alle pressioni per il rispetto dei diritti umani – tanto che gli scettici si chiedono se valga perfino la pena di continuare a provare.

Per i membri dell'EACS, invece, ci sono molte importanti ragioni per continuare a protestare contro questa legge e più in generale contro il clima che regna in Russia. "Come scienziati, siamo moralmente obbligati a denunciare tutto ciò che è inaccettabile e contrario all'etica", ha dichiarato il professor Nathan Clumeck, co-chair della Conferenza.

Per Tamás Berezcky, membro dell'European AIDS Treatment Group, dell'Ungheria, "anziché tentare di difendere la vita attraverso la scienza, il governo russo si nasconde dietro la moralità ecclesiastica. Leggi come questa costringono al silenzio, ed il silenzio porta alla morte."

La speranza dell'EACS è che prendere una posizione chiara su questo tema sia d'aiuto ai medici specializzati in HIV che operano in Russia e soprattutto alle persone sieropositive, riconoscendo il ruolo attivo che esse possono svolgere nella lotta per l'accesso al test per l'HIV e al trattamento.

Fonte:

http://www.lila.it/it/in-europa/56-eacs-2013/427-eacs2013-boll01.html

2013-10-18

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