Dopo tre concerti di grande successo di critica e pubblico, si arriva all’ultimo appuntamento di CremonaJazz 2016, la rassegna organizzata dalla società Unomedia che si avvale del Patrocinio del Comune e della Provincia di Cremona, ha come main partner Metalloinvest, come partner Willis e Air Liquide, con il sostegno di MdV friends e la collaborazione dei Local and Technical Partners Locanda Torriani, Cremona Hotels, Chiave di Bacco e altre importanti realtà imprenditoriali del territorio. A incantare l’Auditorium troveremo l’evocativa fisarmonica di Richard Galliano, con il suo progetto New Jazz Musette, con il quale il musicista sta festeggiando i trent’anni di carriera nei più prestigiosi teatri del mondo. Insieme a lui ascolteremo il chitarrista Philip Catherine, il contrabbassista Philippe Aerts e il batterista Hans Van Oosterhout.
Galliano nasce nel 1950 da una famiglia di origini italiane ed è il padre Luciano a spingerlo involontariamente alla fisarmonica. A quel tempo questo strumento iniziava a essere snobbato nelle sale da ballo e Luciano, fisarmonicista, ne risente. Richard rimane talmente impressionato che decide di stare vicino al padre imparando a suonare quello che poi diventerà lo strumento per eccellenza nella sua produzione musicale. A partire da questo inizio, così legato alla sfera affettiva, Richard deve la sua determinazione e la sua carriera a una serie di incontri che gli hanno cambiato la vita. Il primo è virtuale ma fondamentale, con Clifford Brown: è con lui che si avvicina allo swing e al jazz. Il secondo è con Chet Baker che lo nota e gli chiede di suonare in una sua registrazione, dando al giovane Richard un concentrato di insegnamenti che fino a oggi porta gelosamente con sè. Il terzo è l’incontro di una vita, quello con Astor Piazzolla, un maestro, un padre, un amico. Si incontrano dopo un’esibizione di Richard a Parigi, Astor lo raggiunge in camerino dopo il concerto. Da quel momento il grande musicista argentino diventa un incredibile insegnante, che regala al suo allievo tutto il suo sapere, come un padre, spronandolo a cercare uno stile personale e suggerendogli di rinnovare il vecchio stile “musette” - musica da ballo francese con influenze italiane - proprio come lui aveva fatto con il tango. Entrambi i generi erano accomunati da origini meticce, di migranti che si fondevano con la terra che li aveva accolti suonando le loro storie e mischiando etnia e malinconia. Dopo la morte di Piazzolla, Galliano continua a rendergli omaggio addirittura suonando il suo strumento, il bandoneon, lo strumento “principe” delle orchestre di tango argentino. Tra i suoi lavori più importanti, e anche sorprendenti, troviamo addirittura un disco dedicato a J.S. Bach: è un grande successo e colpisce ancora di più che sia la prima occasione in cui un fisarmonicista registra per la famosa etichetta tedesca di musica classica Deutsche Grammophone.
Per la rassegna CremonaJazz 2016 ascolteremo da Galliano una rivisitazione, a trent’anni di distanza, del suo disco-manifesto New Musette (Label Bleu), con il quale ricevette il premio Django Reinhardt dell’Accademia del Jazz come musicista francese dell’anno. L’incisione fu realizzata all’epoca con lo stesso Philip Catherine, Aldo Romano e Pierre Michelot. Con quell’uscita discografica si affermava dunque il talento e la statura artistica di un allora emergente musicista, che sarebbe divenuto una vera icona della fisarmonica jazz nel mondo. Nelle sue mani, uno strumento popolare come la fisarmonica, riesce a sintetizzare con originalità esperienze tra le più diverse e apparentemente distanti tra loro in una musica nuova ed europea, in grado di unire improvvisazione jazzistica e tanta tradizione mediterranea.
La fisarmonica tra tradizione e jazz: Richard Galliano a CremonaJazz
Martedì 24 maggio ultima data della seconda edizione della rassegna

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