I bambini nati in Italia da genitori migranti sono cittadini italiani
È una battaglia coerente con i principi e i valori della nostra Costituzione.
07/05/2013
In Italia vige lo ius sanguinis: la cittadinanza viene trasmessa ai figli dai
genitori, cioè nasce italiano chi è figlio di almeno un cittadino italiano.
Quando si entra nelle scuole, nelle aule delle università si percepisce subito
quanto sia limitata questa visione e quanto sarebbe invece necessario
applicare lo ius soli, per cui la cittadinanza si basa sul luogo di nascita.
La scuola italiana è multiculturale, le bambine e i bambini, le ragazze e i
ragazzi figli di genitori migranti vivono quotidianamente lo ius soli nelle
loro classi, ma fuori da lì si scontrano con una realtà escludente che
delegittima l’essenza della loro cittadinanza.
La FLC CGIL sostiene la battaglia del Ministro Kyenge e del Presidente della
Camera Laura Boldrini per lo ius soli: è una battaglia coerente con i principi e
i valori della nostra Costituzione, perché si realizzi una società veramente
inclusiva, luogo di confronto paritario delle diverse culture.
La FLC sostiene il Ministro Kyenge

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