Domenica, 19 aprile 2026 - ore 11.58

(CR) FUORI LINEA … VIA MONDO a cura di CoopDolce

Lo spettacolo teatrale e di danza andato in scena ieri al teatro Monteverdi di Cremona ha fatto il pieno di applausi.

| Scritto da Redazione
(CR) FUORI LINEA … VIA MONDO a cura di CoopDolce (CR) FUORI LINEA … VIA MONDO a cura di CoopDolce

 

FUORI LINEA … VIA MONDO

Cremona,“Fuori linea … via mondo”, lo spettacolo teatrale e di danza andato in scena ieri al teatro Monteverdi di Cremona ha fatto il pieno di applausi.

Un’esibizione che ha lasciato stupito e commosso un pubblico attento e partecipe, incantato dall’esibizione sul palco di undici persone con disabilità, utenti del CDD1 di via Platani, con quattro dei loro educatori, una volontaria e la danzaterapeuta Marina Olivieri.

La disabilità – dice Paolo Vaccaro, vicepresidente di Società Dolce, gestore del servizio - rischia di porre al primo posto i limiti fisici e mentali e spesso lascia indietro le emozioni e i desideri. Ma tutte le persone e soprattutto le più fragili vivono di sentimenti, gioia e dolore, paura e speranza. Mettere in scena queste parti non è stato un percorso facile per i ragazzi del CDD, perché una volta riconosciute le proprie emozioni, esprimerle e nominarle è spesso complesso per tutti”.

Il percorso degli utenti del centro diurno disabili è stato un viaggio dentro a loro stessi, alla scoperta di chi sono, degli ostacoli e dei punti di forza di ciascuno. E metaforicamente lo spettacolo racconta proprio del viaggio, dell’arrivo in un luogo nuovo, geografico, o mentale, che produce sempre un cambiamento, nella conoscenza di sé e degli altri: “Siamo partiti da suggestioni sul viaggio e attraverso la musica, la danza e il confronto, i nostri attori hanno potuto esprimere emozioni e pensieri, creando il testo dello spettacolo. Quello che portiamo in scena è solo la conclusione di un percorso a cui tutte le persone che hanno partecipato, anche quelle che oggi non sono sul palco, hanno contribuito con la loro presenza, il pensiero e le emozioni”, dice Lorenzo Antonini, educatore.

Chiara frequenta da molti anni il CDD1: “Per me – dice - è bello sognare di partire, preparare la valigia, pensare a come sarà il posto dove andrò e chi incontrerò, anche se spesso è un viaggio che non riesco a fare”. Le fa eco un compagno del centro diurno: “A me piacerebbe volare, ma non con l’aereo, con i piedi per terra”. E un altro utente continua: “Io vorrei prendere il treno per andare a trovare i miei amici alle Canarie”.

Cosa portano a casa queste persone e il loro pubblico? Un esempio concreto e originale d’integrazione, autorealizzazione e una scoperta dell’altro che può stupire: “Non immaginavo che mia figlia sarebbe riuscita a salire su un palco e a condurre un intero e bellissimo spettacolo insieme agli altri – dice la mamma di Silvia – e per me è una grande gioia e una rivelazione inaspettata. Voglio ringraziare tutti gli educatori e le educatrici, che fanno la differenza nella qualità di vita dei nostri figli”.

 

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