Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 21.42

La gestione rifiuti è un servizio essenziale, ma è stata ignorata dal decreto Cura Italia

Unicircular: ''Per evitare il blocco della filiera del riciclo oggi sono necessari interventi urgenti. Le imprese sono allo stremo''

| Scritto da Redazione
La gestione rifiuti è un servizio essenziale, ma è stata ignorata dal decreto Cura Italia

La raccolta rifiuti prosegue anche in tempo di pandemia grazie ai lavoratori delle utility di settore, impegnati ogni giorno in prima linea, ma un sistema che vive in emergenza permanente a causa di norme confuse e di una strutturale carenza di impianti sul territorio si trova oggi sull’orlo della crisi: le filiere del riciclo sono praticamente ferme a causa delle misure di distanziamento sociale imposte dalla pandemia, e lo stesso si può dire per l’export di rifiuti cui spesso l’Italia ricorre per l’incapacità di chiudere il cerchio dell’economia circolare entro i propri confini. Non sappiamo dove mettere i rifiuti che continuiamo a produrre, tanto che anche il ministero dell’Ambiente parla di un concreto rischio di interruzione del servizio, ma di fatto le richieste avanzate dalle imprese di settore non hanno trovato spazio nel decreto Cura Italia appena approvato con voto di fiducia dal Senato.

Un fatto che «dimostra una volta di più – dichiara Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular – la scarsa attenzione di Governo e Parlamento al settore della gestione dei rifiuti, che rientra tra i servizi essenziali non interrompibili e che in questa emergenza risulta particolarmente stressato ed esposto ai rischi di contagio, specie nelle zone più colpite dal Covid-19. Abbiamo invano chiesto al Governo e al Parlamento, per salvaguardare la salute dei cittadini e fermo restando il vincolo che i rifiuti siano gestiti senza pericoli per l’ambiente, una serie di misure straordinarie di tipo sanitario, operativo ed economico. Per evitare il blocco della filiera del riciclo oggi sono necessari interventi urgenti. Le imprese sono allo stremo».

Erano quattro le principali richieste avanzate dalle imprese dell’economia circolare per gestire al meglio l’attuale fase di emergenza nella gestione rifiuti: riservare alle aziende che gestiscono i rifiuti un adeguato stock di dispositivi di protezione individuale; prevedere maggiore flessibilità sulle scelte organizzative ed operative degli impianti, dato anche l’aumento degli stoccaggi causa lock-down degli impianti a valle della filiera (acciaierie, vetrerie, industrie della trasformazione del legno, della plastica ecc.); introdurre specifici sistemi di garanzia a supporto della liquidità delle aziende; una moratoria, che vada oltre luglio 2020, per le prossime scadenze degli adempimenti amministrativi a carattere ambientale.

«Le uniche norme previste dal decreto in favore dell’economia circolare – conclude Fluttero – riguardano l’aumento della durata e dei quantitativi massimi per il deposito temporaneo (inserito in commissione Bilancio grazie a un emendamento della sen. Gallone) che interessa i produttori dei rifiuti e la proroga di tre mesi, nell’ambito di quella generale, delle autorizzazioni ambientali in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio, inserita sempre in Commissione grazie a un emendamento a firma Bernini e D’Arienzo. Apprezzabili segnali di attenzione al settore nel totale vuoto di ascolto da parte del Governo che deve fare di più per le attività di gestione rifiuti, strategiche nell’ottica dell’economia circolare. Auspichiamo che nei prossimi provvedimenti le esigenze degli operatori vengano recepite per agevolare il rientro in condizioni di normale operatività».

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