Domenica, 22 settembre 2019 - ore 04.25

Landini (Cgil) : non vota uno su due, democrazia a rischio

Il segretario Cgil: "Siamo uno dei pochi Paesi in cui cala l'affluenza. A livello continentale è invece in aumento e i nazionalisti non sfondano. C'è bisogno di una nuova Europa sociale. Ribaltamento nel governo, i Cinque Stelle si interroghino"

| Scritto da Redazione
Landini (Cgil) : non vota uno su due, democrazia a rischio

Landini (Cgil) : non vota uno su due, democrazia a rischio

Il segretario Cgil: "Siamo uno dei pochi Paesi in cui cala l'affluenza. A livello continentale è invece in aumento e i nazionalisti non sfondano. C'è bisogno di una nuova Europa sociale. Ribaltamento nel governo, i Cinque Stelle si interroghino"

 “Quando hai una persona su due che non va a votare io penso che dovremmo preoccuparci per la tenuta anche democratica del Paese. Vuol dire che continua ad aumentare il numero di persone che non si sente rappresentato da nessuno e questo ingenera problemi per le tante difficoltà che dobbiamo affrontare". Ad affermarlo, all'indomani della tornata elettorale europea, è Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che osserva come l'Italia sia uno dei pochi Paesi in cui è calato il numero dei votanti.

Landini evidenzia poi come sia deludente il risultato, a livello europeo, di “quelli che pensavano di essere antieuropeisti, di essere nazionalisti, di essere separatisti”. “Mi pare che non escano particolarmente forti – afferma Landini – Al contrario, l'aumento dei votanti a livello continentale indica la necessità non di uscire dall'Europa, ma di costruire un'Europa fondata su politiche sociali, sul lavoro, sui diritti e credo che questo rimanga un tema profondo".

Per quanto riguarda l'Italia, invece, per Landini "sicuramente siamo ad un rovesciamento molto forte, che innanzi tutto dovrebbe far riflettere quelli che sono al governo: soprattutto quelli che hanno più che dimezzato i loro voti, per cercare di capire il perché”. "Che la Lega sia quella che ha preso più voti in Italia credo sia sotto gli occhi di tutti", ha aggiunto. “Dentro al governo c'è stato un cambio secco: il 33-34% un anno fa lo aveva preso il M5S, oggi lo prende la Lega. Un anno fa - ha concluso Landini - il 17% lo aveva preso la Lega, adesso lo hanno preso i 5 Stelle”.

Il segretario Cgil si è poi soffermato su quello che – come annunciato da Matteo Salvini – potrebbe essere uno dei provvedimenti su cui il governo, visto il ribaltamente elettorale, potrebbe concentrarsi nell'immediato, la flat tax. “Noi non siamo d'accordo con la tassa piatta perché per noi il principio deve essere quello che dice la Costituzione, la progressività della tassazione: chi più prende più deve pagare, chi più ha più deve contribuire a rilanciare il Paese". "Per noi – ha proseguito Landini - le tasse vanno ridotte a quelli che già le pagano: i lavoratori dipendenti, i pensionati e tante forme di lavoro precario devono pagare meno tasse. Per questo - ha concluso Landini - serve una riforma vera e una lotta vera all'evasione e allo stesso tempo alla corruzione che mi paiono i due problemi sotto gli occhi di tutti".

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