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La Repubblica delle Donne 2 giugno 2020 |6000Sardine Cremona

2 Giugno - Festa della Repubblica Maria ha 96 anni, gli occhi azzurri e guizzanti, una mente lucida e veloce.

| Scritto da Redazione
La Repubblica delle Donne 2 giugno 2020 |6000Sardine Cremona

La Repubblica delle Donne 2 giugno 2020 |6000Sardine Cremona

2 Giugno - Festa della Repubblica Maria ha 96 anni, gli occhi azzurri e guizzanti, una mente lucida e veloce.

Maria è una delle tante donne qualunque che in quel 2 giugno 1946 andò a votare per la prima volta buttando giù due cose: il Re Maggiolino e il pregiudizio contro il voto alle donne. «Ricordo quel momento – racconta Maria sotto il portico della sua casa colonica – e ricordo che sentivo grande entusiasmo. La guerra era appena finita e c’era voglia di rimboccarsi le maniche.

Quello era un voto che cambiava le cose ed era libero, segreto. Non come quelli precedenti che avevano le schede con il nome già scritto sopra. Si andava a votare ed eri osservato, sapevano poi se non avevi votato... quello che dovevi votare». «Sono andata a votare con la paura di sbagliare, perché non si sapeva come fare.

Era la prima volta per le donne». E i commenti dei maschi? Sorpresa: «Non quel giorno. Quelli c’erano stati prima – dice lucida –, quando si decideva se far votare le donne o no. Si diceva che le donne dovevan stare zitte e stare a casa. Io però un’idea ce l’ho: gli uomini avevano paura di essere sopraffatti...». Tante donne silenziose votarono.

Lei ha una sola particolare caratteristica: lo ha fatto sempre «perché era ed è importante – continua – e perché poi, se le persone che votavi non facevano il loro dovere, la colpa era solo tua che le avevi votate». « l’Italia è un grande paese e gli italiani sono un grande popolo e la loro grandezza ce l’hanno qui (indica la testa, ndr).

Il Governo deve pensare alla gente». «Ora qualche volta perdo il coraggio di andare a votare, ma lo faccio sempre perché spero di scegliere per il meglio e che le cose vadano meglio. Anche se qualche volta, in queste ultime tornate ho pensato a cercare quale fosse il male minore e mi sono anche trovata a pensare di non saperlo proprio fino in fondo».

Grazie della silenziosa lezione. È Repubblica, la Repubblica delle donne e di tutti gli uomini di questo incredibile Bel Paese. Buona festa della Repubblica!

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