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La telefonata con Andrea Virgilio A Cremona Stop al consumo del suolo

Inoltre si sta valorizzando il rapporto con la città e il fiume, mediante l’ampliamento del Parco del Po e del Morbasco e con una più concreta sinergia con la sponda emiliana attraverso il contratto di fiume; eliminare la previsione urbanistica di una infrastruttura costosa e inaccessibile quale è la Strada Sud.

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In questa breve ma interessante intervista telefonica Andrea Virgilio , assessore del Comune di Cremona al territorio, traccia la strategia del comune di Cremona su come bloccare il consumo del territorio. Nella lettera che segue risponde ad alcune polemiche che erano nate nei giorni scorsi e pubblicate sia su alcuni giornali locali che sul nostro sito

red/welcr/gcst    cr 15 luglio 2016

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Caro Direttore, in merito alla lettera siglata S. M., pubblicata mercoledì 13 luglio, ritengo doveroso fare alcune osservazioni.

L’area di via Mantova è un ambito di trasformazione consolidato: l’ultima variante generale ha semplicemente confermato la previsione del PG (Piano di Governo del Territorio) 2008 del centrosinistra, introducendo per una piccola percentuale anche una destinazione commerciale finalizzata a costituire un volano per la vocazione produttiva di quel comparto. Al tempo, il dibattito si era concentrato su quel 6% di destinazione al commercio al dettaglio, ma era emerso comunque un consenso diffuso rispetto alla potenzialità di un’area a ridosso dell’autostrada.

L’attuale Amministrazione ha ribadito la funzione strategica di quel comparto, utilizzando anche i canali che Regione Lombardia e la Camera di Commercio mettono a disposizione per individuare possibili operatori e sostenere l’intero processo di insediamento delle attività produttive, dal reperimento delle informazioni fino all’avvio di impresa.

La variante introdotta è pertanto finalizzata a rinforzare la natura logistica di quell’ambito, aumentando la flessibilità delle destinazioni. La scelta, maturata attraverso un approccio che diffida di valutazioni ideologiche, è di favorire l’insediamento di imprese, consapevoli che un territorio deve facilitare nuove opportunità occupazionali.

Il tema del consumo di suolo comporta prima di tutto risorse consistenti sulla rigenerazione urbana, per favorire interventi volti al recupero ed alla riqualificazione energetica, ambientale e sociale. Compito di una amministrazione è utilizzare tutti i canali di finanziamento possibili (pubblici e privati) per rilanciare parti della città storica e delle periferie, nonché per garantire interventi di recupero del patrimonio pubblico e privato.

Questo comporta da parte dei Comuni la necessità di favorire l’operatività del settore edilizio all’interno del centro storico, confermando la flessibilità per la riqualificazione del patrimonio esistente, senza gridare allo scandalo se ci sono interventi di qualità in grado di ristrutturare, trasformare e spesso resuscitare, anche con nuove destinazioni, edifici storici fatiscenti.

Inoltre, è necessario operare per limitare alcuni errori urbanistici del passato che, in molte periferie delle città italiane, hanno previsto piani di intervento sovradimensionati o di edilizia pubblica residenziale pesante, incapaci di garantire la vivibilità degli spazi pubblici e una dimensione relazionale e comunitaria dei quartieri.

Il contrasto al consumo di suolo richiama l’esigenza di favorire il rapporto con l’anello di cintura della città: infatti, abbiamo piccoli comuni che prevedono ambiti di trasformazioni ingenti ignorati dalla sensibilità ambientalista e da culture urbanistiche talvolta più attente alla narrazione che alla concretezza, spesso distanti da una reale visione territoriale di sistema e più interessata a polemiche visibili e di testimonianza su singoli comparti.

La scelta di questa Amministrazione di togliere la previsione della strada sud è proprio in netta discontinuità con il passato recente e remoto, dal Piano Gamba, passando per la fine degli anni ‘70, dove era prevista anche una circonvallazione a sud della Villetta, eliminata nella versione proposta a Regione Lombardia e limitata a un raccordo stradale,  successivamente respinto dalla stessa Regione, fino ad approdare alla proposta attuale di Strada Sud.

Pertanto, in risposta alla lettera siglata S. M., che ci invita con tutto l’orgoglio del suo anonimato a cospargerci il capo di cenere,  non posso che rivendicare le nostre scelte, dettate dalla necessità di coniugare le molteplici esigenze di una prospettiva territoriale: valorizzare il rapporto con la città e il fiume, mediante l’ampliamento del Parco del Po e del Morbasco e con una più concreta sinergia con la sponda emiliana attraverso il contratto di fiume; eliminare la previsione urbanistica di una infrastruttura costosa e inaccessibile quale è la Strada Sud.

Nel contempo, non rinunciamo alle potenzialità dello sviluppo di un’area industriale come quella di via Mantova, che ha tutte le condizioni per favorire l’insediamento di nuove imprese; ci impegniamo per la crescita di filiere produttive innovative nell’area del Polo Tecnologico e  a promuovere quelle iniziative legate alle nostre tradizioni  nei settori zoo – agro – alimentari, dei servizi solidaristici ed assistenziali e dell’industria culturale legata soprattutto alla musica.

Andrea Virgilio Assessore al Territorio  del Comune di Cremona

 

 

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