Domenica, 14 luglio 2024 - ore 16.03

L'Europa ha bisogno di un nuovo slancio | Sergio Cofferati

| Scritto da Redazione
L'Europa ha bisogno di un nuovo slancio | Sergio Cofferati

Anche l´ultimo vertice informale dei Capi di Stato europei sembra essersi concluso con una serie di vaghi buoni propositi non accompagnati da alcuna misura concreta ed effettiva in risposta alla crisi. È diventato sempre più difficile contare il numero di grandi appuntamenti europei ed internazionali carichi di attese e di aspettative e poi puntualmente conclusi in un nulla di fatto, mentre la casa brucia e le condizioni materiali di una gran parte della popolazione europea sono diventate ormai drammatiche.

 

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che occorrono misure all´altezza dell´emergenza che stiamo vivendo, ed é effettivamente una percezione diffusa al di fuori delle stanze del Consiglio Europeo dove invece sembrano ripetersi soltanto vecchie formule accompagnate di tanto in tanto da qualche nuovo ritornello.

 

Abbiamo ripetuto per molto tempo, spesso ignorati o inascoltati, che dalla crisi non si esce con il solo rigore dei conti pubblici, specie se ottenuto a scapito dei salari e del loro potere di acquisto. Abbiamo anche molte volte insistito sull´urgenza di politiche di investimento europee come unica soluzione per la crescita ed abbiamo indicato la necessità di reperire le risorse necessarie innanzitutto da quei mercati finanziari che hanno causato la crisi. Adesso la parola "crescita" sembra persino abusata, ritenuta prioritaria in qualsiasi discorso, ma senza che a questa corrispondano misure concrete. Esempio lampante di questo, sembra essere la tassazione delle transazioni finanziarie.

 

La proposta della Commissione, fortemente richiesta dai socialisti europei, é stata votata a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo nell´ultima sessione plenaria, si tratta indubbiamente di un passaggio di grande importanza sul piano politico ma che rischia di fermarsi o infrangersi di fronte ad una probabile bocciatura del Consiglio. La crisi economica sembra, nella sua tragicità, mostrarci alcuni evidenti limiti dell´Unione Europea per come é oggi. Il primo di questi riguarda il suo assetto istituzionale: la macchina europea ha dimostrato di non avere un processo decisionale in grado di prendere decisioni coraggiose in un tempo sufficientemente breve per essere efficace.

 

Subito conseguente é anche la democraticità di queste stesse decisioni, appare evidente che la distanza tra le istituzioni europee ed i cittadini si sta drammaticamente allargando, le decisioni non solo arrivano con enorme ritardo, ma risultano anche troppo distanti dai bisogni dei cittadini europei.

 

D´altra parte la crisi ci dovrebbe tuttavia aver mostrato che il livello decisionale nazionale é assolutamente insufficiente, e non sono immaginabili quindi ripensamenti o passi indietro nel percorso d´integrazione. Quello che serve invece, e siamo già molto in ritardo, sono scelte economiche coraggiose che vadano nella direzione della solidarietà tra i popoli europei, a queste si dovrebbe però accompagnare una riforma dei Trattati che rafforzi i poteri delle istituzioni sovranazionali democratiche.

 

Occorre poi notare che, aldilà della questione istituzionale, emerge anche un problema riguardante la classe dirigente europea, che é stata fin qui caratterizzata da una sostanziale rigidità alla quale si é accompagnata l´incapacità di guardare lontano e di prendere decisioni importanti. La vittoria di Hollande in Francia da questo punto di vista é un importante segnale di cambio di passo, perché questo possa realizzarsi occorre però l´impegno ed il coraggio di tutti.

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