Venerdì, 24 novembre 2017 - ore 21.26

Maroni limita le libertà dei Centri Antiviolenza. Tutti a Milano il 12 settembre

La Rete Lombarda dei Centri Antiviolenza fa appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini invitandoli a manifestare il dissenso contro le politiche di Regione Lombardia che minano la libertà di azione dei Centri Antiviolenza e con questa quella delle donne.

| Scritto da Redazione
Maroni limita le libertà dei Centri Antiviolenza. Tutti a Milano il 12 settembre

La Rete Lombarda dei Centri Antiviolenza, la maggioranza storicamente presenti sul territorio e fondatrici della Rete nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), promuove un presidio per rendere pubblica e chiara la sua denuncia e chiama le cittadine e i cittadini a ritrovarsi il prossimo 12 settembre in Via Melchiorre Gioia, sotto Palazzo Lombardia.

La violenza contro le donne non accenna a diminuire mentre l’autonomia d’azione ed economica dei Centri Antiviolenza viene sempre più limitata dalle scelte politiche che Regione Lombardia vuole imporre.

Da oltre 30 anni, i Centri Antiviolenza garantiscono che le donne possano uscire dalla violenza scegliendo in autonomia come farlo, sostenute dalle nostre associazioni che:

-Rispettano e tutelano la riservatezza della storia riportata dalla donna e il suo anonimato.

-Non la obbligano ad una denuncia di cui non è né convinta né preparata ad affrontare le possibili conseguenze, senza la garanzia di una sua sicurezza personale.

-Accompagnano la donna seguendo una metodologia che rispetta la sua volontà, valorizza le sue risorse e i suoi desideri, consentendole di raggiungere i suoi obiettivi.

-L'esperienza dei Centri Antiviolenza maturata in 30 anni di lavoro dimostra che l'anonimato delle donne e la segretezza delle loro storie porta un duplice risultato: le donne si aprono con fiducia e le loro vite non sono messe a rischio. Regione Lombardia, imponendo ai Centri Antiviolenza la registrazione del codice fiscale delle donne contrasta questa modalità di lavoro.

-L'esperienza dei Centri Antiviolenza dimostra che per le donne è importante poter scegliere quando denunciare decidendo i passi del loro percorso. La denuncia spesso espone le donne alla vendetta dell'uomo, soprattutto se non SI è valutato prima ogni rischio e conseguenza di questa decisione.Regione Lombardia, imponendo alle operatrici dei centri il ruolo di incaricato di pubblico servizio, vanifica il consenso della donna la valutazione informata delle conseguenze della sua denuncia.

-L'esperienza dei Centri Antiviolenza conferma l'importanza della pratica politica di relazione con le donne, una metodologia riconosciuta anche a livello nazionale (Intesa Stato Regioni) che ha salvato migliaia di donne dalla violenza

Regione Lombardia sta costruendo un albo regionale che accredita anche soggetti che non rispettano questo metodo, vanificando così anni di impegno politico e di risultati raggiunti.

Per riaffermare la sicurezza delle donne e l'importanza dell'operato dei Centri Antiviolenza, la Rete Lombarda manifesterà il prossimo 12 settembre in via Melchiorre Gioia, dalle ore 16, sotto Palazzo Lombardia.

Regione Lombardia deve rispettare la convenzione di Istanbul che prevede che “i diritti della vittima [siano] al centro di tutte le misure e siano attuate [politiche] attraverso una collaborazione efficace tra gli enti, le istituzioni e le organizzazioni pertinenti” (art. 7) ritirando tutte le delibere che contengono imposizioni contrarie alla libertà di scelta delle donne.

La Rete Lombarda dei Centri Antiviolenza fa appello a tutte e a tutti perchè si mettano al suo fianco in questa battaglia fondamentale per la sicurezza e la libertà delle donne.

Condividiamo questo appello e ritroviamoci il 12 settembre dalle 16 in poi in via Melchiorre Gioia, sotto Palazzo Lombardia

Fonte: AIDA Cremona 

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