Lettera aperta all’on. Bersani
Non si proferiscono minacce destinate a cadere nel vuoto, se ci sono gli argomenti per "sbranare" l'avversario che diventa, ogni giorno di più, un feroce nemico, allora si devono usare, senza anticipazioni minacciose ma con severità e rigore, altrimenti gli elettori hanno tutte le ragioni per credere ad una spacconata. Ormai la campagna elettorale ha assunto i toni e i mezzi di una guerra civile tra nemici, per ora solo a parole, insulti, calunnie, ma c'è il margine per peggiorare.
Il cavaliere non va per il sottile; lui non desidera vincere, lui ha bisogno di vincere altrimenti l'intero castello costruito in modo assai discutibile, minaccia di dimostrare di essere costruito sulla sabbia. Da ciò si deduce che non ha nulla da perdere, perchè uscendo sconfitto dalle elezioni sa bene di perdere tutto, per cuoi gioca di bluff e spara rilanci assurdi, convinto che nessuno oserà "vedere".
Ringhiare minacce produce solo qualche applauso poco convinto, mentre gli elettori aspettano di vedere i denti con i quali sarebbe possibile sbranare questa banda di lupi famelici.
Le minacce proferite hanno causato una perdita di un punto nei sondaggi e ancora c'è da attendersi altri scoop del cavaliere, per i quali si riserva l'ultimo momento per impedire le smentite.
Tiriamo fuori questi denti e abbandoniamo la diplomazia del savoir faire che serve solo ad incoraggiare questa gente che così si sente al sicuro.
Rosario Amico Roxas



