DAL MIPAAF Con il Decreto Enti Locali arrivano importanti provvedimenti per l’agricoltura: Il 2 agosto scorso il Senato ha approvato definitivamente il Decreto enti locali, che contiene importanti interventi per il settore agricolo. I contenuti del Decreto riguardano diversi settori del comparto primario. Vediamoli. In una nota del ministero per le Politiche agricole si legge che è stata attivata la programmazione produttiva volontaria dell’offerta per il settore lattiero con un finanziamento di 10 milioni di euro in ossequio alla normativa europea. E’ stato confermato lo stanziamento di altri 10 milioni di euro per il Fondo nazionale indigenti relativo all’acquisto di latte crudo da trasformare in Uht da distribuire agli indigenti attraverso la rete degli enti caritativi, evitando così sprechi alimentari legati alla crisi del comparto. Il Decreto prevede un ulteriore sostegno agli allevatori con una supermoratoria dei debiti che questa volta coinvolge anche il settore suinicolo. L’intervento è realizzato attraverso l’allargamento delle finalità del fondo latte e prevede dal 2017 la concessione di un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti dagli allevatori per interessi sui mutui bancari negli anni 2015 e 2016. E’ stata inoltre introdotta la riduzione dei prelievi previsti per lo sforamento delle quote latte dell’ultima campagna (2014/2015). In pratica, si interviene modificando la legge Zaia del 2009 e correggendo i criteri affinchè gli allevatori paghino le multe in misura pari a quella dovuta all’Unione europea, riducendo quindi da circa 100 a 32 milioni di euro il prelievo dovuto. Questo intervento si aggiunge all’ampliamento della compensazione stabilito a luglio 2015 che aveva coinvolto 1.260 produttori con 20 milioni di euro di prelievo evitato. Vengono poi stanziati 10 milioni di euro da destinare a un fondo dedicato all’avvio del Piano cerealicolo nazionale a sostegno delle produzioni di grano italiane e per la valorizzazione della qualità. Tra gli interventi sono previsti investimenti per infrastrutture di stoccaggio dedicate, ricerca e innovazione a supporto del frumento duro. “Siamo riusciti a reperire nuove risorse e soprattutto a mettere in campo un’azione di semplificazione degli strumenti a disposizione delle imprese – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – Con questo intervento tempestivo e concreto a favore delle aziende il Governo e il Parlamento hanno dato un altro importante segnale di attenzione agli allevatori e agli agricoltori italiani”.
SUINI Prosegue il buon andamento che premia la redditività degli allevatori: A luglio il mercato e la redditività della suinicoltura italiana hanno registrato un andamento positivo. Lo si apprende dalla mensile newsletter di Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che sottolinea come i prezzi dei suini pesanti da macello siano considerevolmente aumentati, tant’è vero che a Modena, arrivando a 1,47euro/kg, hanno incassato un +7,7% rispetto a giugno e soprattutto un +8,5% rispetto a luglio 2015. Di conseguenza l’indice di redditività per gli allevatori è aumentato rispettivamente con un +6% rispetto a giugno e con un +2,5% rispetto a un anno fa. Nonostante sia ancora presto per parlare di una positiva inversione di tendenza, non vi è alcun dubbio che per la suinicoltura italiana si tratti di un buon segnale. Il buon andamento delle quotazioni si ripercuote però negativamente sulla redditività dei macellatori che, rispetto a giugno, hanno dovuto incassare un -2% e un -5% rispetto al mese di luglio 2015. Questo, si legge nella newsletter Crefis, nonostante a luglio i corsi dei principali prodotti della macellazione siano stati in aumento a iniziare dai prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a diventare prosciutti Dop che alla Cun sono arrivati a 4,783euro/kg, con un incremento del 6,8% rispetto a giugno e del 15,3% rispetto a luglio 2015. Relativamente al Prosciutto di Parma stagionato le quotazioni sul precedente mese di giugno hanno registrato un aumento del 2,5% raggiungendo una quotazione media mensile di 9,275euro/kg, equivalente a +20,8% rispetto a luglio 2015. Malgrado ciò, a causa dell’aumento dei prezzi delle cosce fresche, a luglio la redditività degli stagionatori dei prosciutti inseriti nel circuito tutelato ha dovuto registrare una flessione: rispetto a giugno la percentuale è stata di -1,6%. In ascesa invece la redditività dei prosciutti pesanti non Dop: +6,7% su base congiunturale ma -12% su base tendenziale. Si riduce così il gap di redditività tra prosciutti Dop e generici. A luglio la redditività del Prosciutto di Parma pesante è stata del 17,8% superiore a quella dei prosciutti non Dop, mentre a giugno il differenziale era stato del 27,7%.
LATTE Il Consorzio dell’Asiago Dop scende in campo per conquistare i Paesi dell’Europa dell’Est: Il formaggio Asiago Dop punta al dinamico mercato dell’Europa dell’Est con una duplice azione di vigilanza e promozione che vede mettere a segno un nuovo colpo contro i tentativi di imitazione ed evocazione in modo da colpire sul nascere la commercializzazione in Ucraina di un prodotto denominato “Asiagio”. Lo si apprende da una nota diffusa dal Consorzio di tutela che si prepara a nuove azioni promozionali in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Austria all’interno di un progetto realizzato insieme ai Consorzi Gorgonzola e Parmigiano Reggiano. Il progetto si chiama “Cheese – It’s Europe” ed è cofinanziato dall’Unione europea per un valore complessivo di 3 milioni di euro. L’azione di monitoraggio sul deposito di marchi che contengono la denominazione realizzata dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago, si legge nella nota, ha bloccato con successo il tentativo di commercializzazione da parte di un produttore ucraino che intendeva produrre e distribuire un formaggio denominato “Asiagio”. La pronta risposta rientra nell’attività di vigilanza internazionale realizzata dal Consorzio che si avvale di strumenti diversi a seconda dei Paesi e può contare anche sull’applicazione della norma Ex-Officio nei Paesi della Ue, nonché sugli accordi delle Autorità Antifrode italiane con le principali piattaforme online internazionali, per perseguire le violazioni nel commercio elettronico. L’iniziativa del Consorzio, in uno Stato che fino a poco tempo fa non aveva stipulato specifici accordi con l’Unione europea, ha creato un precedente importante per accrescere la protezione delle IG europee e conferma il valore della recente firma del trattato tra Ue e Ucraina Deep and Comprehensive Free Trade Agreement, accordo che per i prodotti agroalimentari a denominazione di origine prevede il riconoscimento dello stesso status applicato nella Ue. “Il crescente apprezzamento del formaggio Asiago sui mercati internazionali – ha dichiarato il direttore del Consorzio di tutela, Flavio Innocenzi – è inevitabilmente causa di sempre più frequenti tentativi di imitazione e di conseguenti rischi di utilizzo fraudolento della denominazione. La risposta è quella di attrezzarsi per una sorveglianza su scala globale attraverso strumenti più sofisticati che in passato, oltre a una maggiore collaborazione con le forze di polizia e le unità antifrode”.
DIRETTIVA NITRATI: Ok di Bruxelles alla deroga richiesta da Lombardia e Piemonte Il 24 giugno scorso la Commissione europea ha concesso all’Italia la deroga all’applicazione della Direttiva nitrati in Lombardia e in Piemonte. Il provvedimento concede alle aziende agricole lombarde e piemontesi di applicare ai terreni coltivati in Zone Vulnerabili da nitrati un quantitativo di azoto da effluenti bovini e suini superiori ai 170kg/ha/anno, ossia un quantitativo di effluente bovino e di frazione liquida derivante dal trattamento dell’effluente suino fino a 250kg/ha/anno. La concessione è subordinata al rispetto di determinate condizioni: L’apporto complessivo di azoto e fosforo non deve superare la domanda di nutrienti prevedibile per la coltura; Entro il 15 febbraio di ogni anno l’azienda agricola deve redigere un piano di fertilizzazione; L’azienda deve tenere un registro delle applicazioni di fertilizzanti su ciascuna parcella; Presso l’azienda agricola deve essere disponibile l’autorizzazione al prelievo idrico (o il contratto per l’uso delle acque, ecc.); In azienda devono essere disponibili i risultati delle analisi relative al contenuto di azoto e fosforo nel suolo; Gli effluenti di allevamento applicati devono avere un’efficienza di utilizzo dell’azoto non inferiore al 65% per i liquami e al 50% per l’effluente solido; Nelle aziende in deroga, gli effluenti di allevamento e i fertilizzanti chimici non possono essere applicati dopo il 1° novembre; Almeno due terzi del quantitativo di azoto da effluente zootecnico sono applicati entro il 31 luglio di ogni anno. Per questo le aziende devono disporre di un’adeguata capacità di stoccaggio degli effluenti in grado di coprire i periodi non consentiti; L’effluente liquido (compresi l’effluente trattato e i liquami) è applicato mediante tecniche atte a contenere le emissioni in atmosfera. L’effluente solido è interrato entro 24 ore;
Al fine di proteggere i suoli dal rischio di salinizzazione, l’uso degli effluenti trattati con rimozione dell’azoto è consentito solo su suolo non salini o a bassa salinità.



