Un titolo per inaugurare la Stagione d’Opera 2016 del Teatro Ponchielli: A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten, mai rappresentato a Cremona e che debutterà con un progetto assai interessante dedicato a William Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla morte. L’opera, infatti, si alternerà con il proprio equivalente in prosa, Sogno di una notte di mezza estate, realizzato dal Teatro Elfo Puccini di Milano: un cartellone ricco e tutto da scoprire.
Con il principale intento di dare continuità alle linee artistiche sviluppate negli ultimi anni, la Stagione d’Opera 2016 del Ponchielli seguirà alcuni specifici filoni musicali, proponendo come di consueto cinque titoli per un’offerta cultural-musicale di ampia portata.
A curare la regia dell’opera di Britten sarà l’affiata “coppia” teatrale formata da Elio De Capitani (regista anche di Sogno) e Ferdinando Bruni, che, sullo stesso impianto scenico, guideranno alla scoperta del capolavoro shakespeariano sia una compagnia di prosa che una d’opera. Direttore d’orchestra sarà Francesco Cilluffo, che ha approfondito proprio in Inghilterra lo studio della musica di Britten e che si trova particolarmente a proprio agio con il repertorio novecentesco.
Secondo titolo inserito nella stagione d’opera 2016 del Teatro Ponchielli sarà Così fan tutte, con il quale verrà completata la trilogia Mozart/Da Ponte, avviata nella stagione 2014 con Don Giovanni e proseguita nel 2015 con Le nozze di Figaro. La concertazione musicale del titolo mozartiano è stata affidata a Gianluca Capuano, direttore d’orchestra italiano dalla comprovata esperienza soprattutto nel repertorio classico e barocco. Il regista Francesco Micheli ha pensato ad un’ideazione social: in ciascuna città in cui verrà allestito lo spettacolo, dopo un adeguato percorso di formazione teatrale, quaranta ragazzi tra i 18 e i 30 anni saranno coinvolti nello spettacolo in qualità di figuranti, interagendo con il cast vocale e prendendo attivamente parte alle rappresentazioni dell’opera.
A novembre verrà proseguito un altro filone musicale a cui il Teatro Ponchielli ha prestato particolare attenzione nelle ultime stagioni d’opera, ovvero quello dedicato alla rappresentazione delle maggiori opere di Giacomo Puccini. Per il 2016 si è scelto di proporre proprio l’estrema composizione dell’autore lucchese, Turandot, rimasta incompleta a causa della morte di Puccini. La direzione musicale sarà di Carlo Goldstein, giovane direttore d’orchestra italiano particolarmente a proprio agio con il repertorio pucciniano e verista. Per quanto concerne l’allestimento, verrà ripreso uno spettacolo del 2004 di Giuseppe Frigeni dall’impostazione astratta e dall’iconografia sostanzialmente tradizionale.
Sempre a novembre, un titolo che manca da più di vent’anni dal palcoscenico del Ponchielli, ovvero Il turco in Italia, dramma buffo di Gioachino Rossini assai complesso sia a livello musicale che scenico. Proprio in considerazione degli aspetti più problematici dell’opera, si è deciso di affidare la direzione musicale e la regia ad artisti con grande esperienza in questo repertorio. Alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali ci sarà Cristopher Franklin, maestro dalla solida formazione operistica. Per la regia è stato scelto un artista che conosce estremamente bene Rossini e soprattutto Turco in Italia, avendolo interpretato spesso come cantante: Alfonso Antoniozzi.
Con l’ultimo titolo previsto nella Stagione d’Opera 2016, viene infine confermata l’attenzione da sempre dedicata dal Ponchielli al repertorio verdiano: la vicinanza con le terre che diedero i natali a Giuseppe Verdi è certamente uno stimolo alla produzione di almeno un titolo all’anno di quello che è considerato il maggior compositore d’opera italiano. Per la stagione 2016 la scelta è caduta su La Traviata, realizzata da OperaLombardia in coproduzione con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e con la Fondazione Teatro Pavarotti di Modena. Il progetto registico sarà a cura di Alice Rorhwacher, regista cinematografica al suo debutto nella lirica, che sta pensando a un allestimento in cui i riferimenti alla “settima arte” saranno alquanto espliciti, in una commistione di linguaggi espressivi diversi. La concertazione musicale dell’opera è stata invece affidata a Francesco Lanzillotta, uno dei direttori d’orchestra italiani più apprezzati nel nostro Paese per le sue intense interpretazioni.



