Mercoledì, 23 ottobre 2019 - ore 11.48

Parlamento in declino. Subito nuova legge elettorale e poi al voto | Luciano Pizzetti (PD)

La Camera dei Deputati ha varato la riforma costituzionale che riduce di un terzo il numero dei parlamentari.

| Scritto da Redazione
Parlamento in declino. Subito nuova legge elettorale e poi al voto | Luciano Pizzetti (PD)

Parlamento in declino. Subito nuova legge elettorale e poi al voto | Luciano Pizzetti (PD)

La Camera dei Deputati ha varato la riforma costituzionale che riduce di un terzo il numero dei parlamentari.

Perché divenga definitiva occorrerà attendere l’eventuale pronuncia dei cittadini attraverso un referendum. Se questo passaggio non verrà richiesto, sarà legge dello Stato entro la fine dell’inverno. Ho votato a favore. Già dall’inizio dell’iter legislativo consideravo un errore politico esprimersi in senso contrario. In tal senso mi ero pronunciato n e l l’assemblea del gruppo parlamentare del Pd.

La riduzione dei parlamentari è questione di cui sono convinto. Non è questione di costo ma di efficacia. Oltretutto l’avev amo proposta più volte in passato. Da ultimo con la riforma costituzionale di tre anni fa. Certo, sarebbe stato ben meglio avvenisse mediante l’introduzione del monocameralismo.

Ma dopo la bocciatura referendaria tale virtuosità è purtroppo uscita dal radar dei riformatori. Ciò che preoccupa è che il positivo voto parlamentare di queste ore non sia stato accompagnato dalla approvazione contestuale di interventi a corollario. Rischiando così di mutilare il nostro sistema democratico.

È proprio l’assenza di organicità il punto più critico del recente intervento di modifica della Costituzione. Differentemente dal progetto di revisione costituzionale del 2016.

Tale mancanza genera squilibri tra Parlamento e Regioni nell’elezione del Presidente della Repubblica. Agisce di fatto sull’effetto quorum per la nomina dei giudici della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura.

Esaspera l’effetto maggioritario del l’attuale legge elettorale. Colpisce in modo estremo le forze politiche minori seppur consistenti (15 per cento) escludendole dalla rappresentanza al Senato. Rende anacronistici i Regolamenti parlamentari. Si tratta di questioni istituzionali delicate per la tenuta democratica del sistema repubblicano.

Avrebbero dovuto essere affrontate unitamente al voto per la riduzione dei parlamentari. Se si fosse elaborata una riforma organica tutti questi rischi non ci sarebbero. Ora occorre porre rapidamente rimedio a queste rilevanti criticità.

Così come occorre adeguare la legge elettorale al nuovo assetto del Parlamento.

In molti sostengono che il voto sulla riduzione dei parlamentari avrà come conseguenza l’arrivo alla scadenza naturale di questa legislatura. Per l’istinto di conservazione dei parlamentari. Per il desiderio di preservare gli attuali equilibri politici.

Io la penso in modo diametralmente opposto. Anziché rallentare serve accelerare la definizione delle riforme mancanti. Compresa naturalmente la legge elettorale. Poi tornare doverosamente a dare la parola agli italiani.

Sulla riforma elettorale un semplice ragionamento. La riduzione dei parlamenti porta con sé un rapporto elevato tra eletti ed elettori. Sarà tra i più alti in Europa. Questo mi fa dire che il modello dovrà essere simile a quello delle elezioni europee.

Un anno di intenso lavoro legislativo è sufficiente per completare il processo di riforme e poter così votare nella primavera del 2021.

Un anno più tardi si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Avrebbe forza e autorevolezza ben maggiori se venisse eletto dal nuovo Parlamento figlio della riforma costituzionale, anziché dall’attuale nella fase di declino.

Occorre quindi fare presto e bene. Anche perché se dovesse esserci una crisi di governo con conseguenti elezioni anticipate, in assenza di completamento del percorso di riforme, il pericolo per l'Italia di patire seri rischi di distorsione del sistema democratico diverrebbe una certezza.

Possiamo e dobbiamo evitarlo. Non rallentando ma al contrario portando velocemente a compimento il processo riformatore.

On. Luciano Pizzetti ( Parlamentare Cremonese del Partito Democratico

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