Sabato, 25 giugno 2022 - ore 09.52

Per il 61% degli italiani nessun partito politico sta affrontando davvero la crisi climatica

Vuoto politico e sfiducia minano la transizione ecologica: servono maggiore trasparenza, responsabilità e accountability

| Scritto da Redazione
Per il 61% degli italiani nessun partito politico sta affrontando davvero la crisi climatica

In Italia serpeggia una crescente sfiducia verso il prossimo e l’autorità generalmente intesa, come testimonia il nuovo sondaggio condotto dal think tank Ecco insieme a More in Common, che presenta un’analisi della percezione dell’opinione pubblica realizzata attraverso un sondaggio condotto dall’istituto YouGov, raccogliendo le opinioni di circa 2.000 concittadini.

«Le istituzioni politiche e i media godono di livelli minimi di fiducia: solo il 16% ha fiducia nel parlamento, il 23% nel governo e il 18% nei media», e al contempo risulta evidente «la percezione che l’Italia sia corrotta (44%), divisa (35%), caotica (24%) ed intollerante (23%)». Una sfiducia che non guarda solo all’autorità ma anche ai propri vicini, dato che «prevale l’idea secondo cui ognuno cerca di fare il proprio interesse (88%) piuttosto che prendersi cura degli altri (12%)».

Si tratta di un fenomeno che attraversa ormai ogni strato della società italiana, e che si declina nelle più disparate manifestazioni, non da ultimo il fiorire di sindromi Nimby&Nimto che bloccano la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture – che si parli di fonti rinnovabili o di gestione rifiuti – utili alla transizione ecologica.

Proprio l’attenzione allo sviluppo sostenibile rappresenta un tema di crescente interesse per la cittadinanza, che non trova però forze politiche reputate in grado di rispondere a quest’esigenza.

Il 45% degli intervistati si ritiene infatti abbastanza preoccupato ed il 39% molto preoccupato rispetto alla crisi climatica, con gli elettori del Pd a mostrarsi i più preoccupati dal fenomeno (91%), seguiti da quelli del M5S (90%), mentre la percentuale di preoccupazione scende leggermente tra gli elettori di Lega (80%) e Fratelli d’Italia (78%).

Nonostante la diffusa preoccupazione, gli italiani vedono comunque nella lotta ai cambiamenti climatici e nella transizione ecologica un’opportunità per favorire la crescita economica: il 37% del campione crede che la transizione porterà ad un aumento dei posti di lavoro, contro un 19% che pensa l’opposto.

Ma a chi affidare la bussola per guidare il Paese verso il successo della transizione ecologica, anziché la disfatta della crisi climatica? Qui il vuoto politico si avverte in modo palpabile lungo l’intero arco partitico.

«Se da una parte emerge che gli italiani sono chiaramente consapevoli della necessità di affrontare i cambiamenti climatici, dall’altra – osserva lo studio – si evince una netta sfiducia nella leadership politica attuale ed un vuoto politico che nessun partito ad oggi sembra sia stato in grado di colmare. Il 61% degli intervistati è convinto che non ci sia nemmeno un partito che sta rispondendo correttamente alla sfida posta dalla crisi climatica. In particolare, viene attribuita la stessa capacità di azione al Pd e a FdI (11%), seguiti da M5S (10%) e Lega (9%)».

C’è dunque una netta contrapposizione tra l’interesse crescente nei confronti della questione climatica e la totale mancanza di fiducia in quegli attori politici che dovrebbero governarla: al contempo, c’è dunque uno spazio vuoto che i cittadini si aspettano venga occupato, non solo con slogan e vuoti programmi.

«È dunque necessario – conclude lo studio – riflettere su quali narrative e azioni possano contribuire ad aumentare la credibilità degli attori istituzionali verso i cittadini, andando incontro alle esigenze di maggiore trasparenza, responsabilità e accountability, e ristabilendo così quel rapporto di fiducia alla base del voto democratico».

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