Giovedì, 21 novembre 2019 - ore 17.27

Perri, un sindaco ormai di minoranza

| Scritto da Redazione
Perri, un sindaco ormai di minoranza

“Perri, un sindaco ormai di minoranza” .Passi la mano. Dichiarazione di Luciano Pizzetti
Cremona è governata (male) da un sindaco ormai di minoranza.
Minoranza tra i cittadini-elettori, come fotografa il sondaggio di fine anno commissionato da Il Sole24ore.
Minoranza nel centrodestra, come testimoniano i riti da prima Repubblica, ivi comprese le tanto vituperate verifiche. Per cercare un amalgama nella coalizione, che non si trova semplicemente perché non c’è.
Intrappolato in Giunta, tra veti e controveti.
Ciò che venne allora annunciato come nuovo è roba vecchia.
Nel frattempo la città perde mordente. Perde opportunità. Si affloscia.
Nonostante la respirazione artificiale praticata a pieni polmoni dai sostenitori del nuovo corso immaginario e che fu. Nonostante il positivo mecenatismo del leader produttivo del territorio, personalità illustre per il suo amor civico. Il centrodestra raccogliticcio, privo di visione e di progettualità condivisa,  proprio non ce la fa.
Il nuovismo, utile a punire un centrosinistra  presuntuosamente sordo ai fermenti cittadini, non ha generato buon governo. Anzi!
Ne assuma piena consapevolezza il sindaco e, se ne ha la forza oltre che l’intenzione, si rivolga responsabilmente alle tante energie di questa comunità oggi troppo sopite.
Metta in campo finalmente un’idea di città e chiami al confronto. Fuori dalle logiche  del vetusto palazzo. Meno belletto e più dinamismo. Per il risveglio e l’intraprendenza civici.
Checché se ne dica, vicenda piazza Marconi (ora piazza Arvedi) relativamente a parte, il centrodestra ha ereditato una città ben amministrata da chi ha saputo e voluto compiere scelte lungimiranti, seppur complicate elettoralmente: dai rifiuti all’energia, dal sociale alla cultura, dalla viabilità alla gestione delle aziende pubbliche.
Il sindaco riprenda quel filo. Col giusto tasso d’innovazione. Per ridare smalto alla funzione di governo. Per risalire la classifica. Sua e della città. Per affermarsi con autorevolezza oltre che con apprezzabile umanità. Fuori dai giochi che negano i suoi personali originari  ambiziosi propositi.
Come anche la difficile vicenda Tamoil evidenzia, a differenza del centrodestra i Democratici non fanno piroette e non ci sottraiamo al dovere della responsabilità.
Senza inciuci. Con trasparenza. Dall’opposizione. Con senso civico.
Per uscire dalla palude delle parole senza fatti. Con lo sguardo rivolto all’orizzonte non alla punta dei propri piedi.
Lo faccia anche il sindaco perché Cremona ne ha un gran bisogno. Altrimenti passi la mano.

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