Mercoledì, 19 giugno 2024 - ore 21.57

Piacenza: Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia

| Scritto da Redazione
Piacenza: Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia

Perché in questo “Giardino di Vita” c'è l'ultimo abbraccio che Piacenza non ha potuto dare a tanti, troppi concittadini; c'è l'omaggio carico di affetto che le fasi più critiche e gravi dell'emergenza sanitaria non ci hanno consentito di rendere loro come avremmo voluto. C'è una consapevolezza, infine, che non ci abbandona e che in questa ricorrenza, dedicata alla memoria di tutte le vittime della pandemia, ci fa percepire più forte la necessità e l'urgenza di sentirci vicini, di esprimere l'intensità del ricordo e la gratitudine, tuttora così intensa e sincera, nei confronti delle persone che da quel 20 febbraio 2020 in avanti si sono fatte carico e prese cura di noi e della nostra comunità.

Lo hanno fatto con coraggio e generosità straordinari, onorando la propria etica professionale, gli ideali dell'umanità più autentica, i principi di una solidarietà fattiva e concreta. Mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei loro cari per restare sempre in prima linea. Spesso a costo della loro stessa vita, come è stato ricordato poche settimane fa rendendo il tributo del Paese a 500 tra medici e infermieri che il Covid ha strappato ai propri affetti e al proprio lavoro, interpretato con amore sino all'ultimo istante. Nell'ingombro faticoso delle tute protettive indossate da tutto il personale sanitario degli ospedali e delle squadre delle Usca, nelle divise delle associazioni di primo soccorso e di Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e di Polizia, riconosceremo per sempre il simbolo dell'altruismo e della dedizione, dello spirito di servizio e del sacrificio, di una responsabilità esemplare e di un autentico senso di appartenenza alla collettività.

“... stiamo facendo quello che sappiamo fare, e forse ci sono più eroismi che viltà in circolazione. Non sappiamo cosa accadrà a noi e all'Italia fra una settimana, ma sappiamo che mai come questa volta ognuno di noi è importante”. Così scriveva, in quei giorni febbrili di paura e incertezza del marzo 2020, Franco Arminio: qui ritrovo l'impegno infaticabile di tutte le istituzioni riunite sotto l'egida della Prefettura, nel confronto costante tra la Regione Emilia Romagna, l'Azienda Usl, i sindaci di tutti i Comuni del territorio. Giovanni Malchiodi, ai cui familiari va il nostro pensiero. E Patrizia Barbieri, che vorrei ringraziare in particolare accanto a ciascuno dei primi cittadini della nostra Provincia.

In questa giornata, del resto, si accostano per noi tutti istantanee e frammenti di memoria: il profilo delle tende dell'ospedale da campo e il successivo allestimento dei centri vaccinali, il silenzio nelle scuole e lungo le strade, le mani tese di volontari, scout e sacerdoti, la trincea dei lavoratori dei supermercati e di tutti i servizi che, mentre il mondo si fermava, hanno continuato a garantirci l'essenzialità del quotidiano. La processione greve e silenziosa dei camion a Bergamo, la solitudine delle carezze negate, la tenerezza di due anziani che si sfiorano le mani separati da un vetro, di una serenata intonata sotto le finestre dell'ospedale: immagini che hanno fatto il giro del mondo e che oggi non rivediamo con gli occhi, ma con il cuore.

 

 

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