Domenica, 12 aprile 2026 - ore 00.58

Pianeta Migranti. A tre anni dalla strage di Cutro, nulla è cambiato.

Medici senza frontiere denuncia che le morti nel Mediterraneo continuano senza sosta. Dall'inizio dell'anno, oltre 600 persone risultano già morte o disperse in mare.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. A tre anni dalla strage di Cutro, nulla è cambiato.

 

Pianeta Migranti. A tre anni dalla strage di Cutro, nulla è cambiato.

Medici senza frontiere denuncia che le morti nel Mediterraneo continuano senza sosta. Dall'inizio dell'anno, oltre 600 persone risultano già morte o disperse in mare.

 

Dopo il 26 febbraio 2023 né le istituzioni europee né il governo italiano si sono mobilitati per riattivare un meccanismo stabile e coordinato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Piuttosto, hanno penalizzato e criminalizzato ogni iniziativa della società civile in mare, ostacolando i soccorsi.

Il decreto-Cutro varato all'indomani del naufragio non è servito per evitare le morti in mare. Ha, invece, peggiorato le condizioni di richiedenti asilo e rifugiati in Italia, limitando la protezione speciale e restringendo l'accesso all'accoglienza.

 

Il DDL immigrazione

Ora un nuovo disegno di legge prospetta l'interdizione fino a 6 mesi dalle acque territoriali per le navi delle ONG. Condizioni vaghe, ampia discrezionalità. Una misura che rischia di ostacolare un obbligo sancito dal diritto internazionale: salvare vite umane in mare.

Intanto, in Europa, nuove proposte legislative spingono per procedure di frontiera più rigide, più rimpatri, l'ampliamento dei cosiddetti "paesi di origine sicuri" e trasferimenti verso stati terzi. Di fatto, si minano le basi del diritto d'asilo.

 

Noi di MSF restiamo al fianco delle persone sopravvissute alla traversata.

Offriamo supporto medico, psicologico e umanitario. E continueremo a denunciare ciò che manca da anni: un sistema di ricerca e soccorso realmente efficace, e vie d'accesso legali e sicure verso l'Europa, che mettano al centro la protezione delle persone.

Cutro avrebbe dovuto segnare un cambiamento. Non è successo.

Lo ribadiamo: salvare vite è un dovere, non un'opzione.

Finché mancheranno politiche di protezione adeguate, nuove tragedie saranno inevitabili.

 

 

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