Giovedì, 23 maggio 2019 - ore 06.59

Pianeta Migranti. 'I GET YOU' Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video]

In tutta Europa, i cittadini delle varie città hanno aperto le loro porte a persone in cerca di sicurezza – migranti e rifugiati – condividendo i pasti, favorendo l’apprendimento delle lingue, o semplicemente stando insieme in diverse occasioni.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. 'I GET YOU' Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video] Pianeta Migranti. 'I GET YOU' Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video] Pianeta Migranti. 'I GET YOU' Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video] Pianeta Migranti. 'I GET YOU' Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video]


Pianeta Migranti. Cittadini europei per l’incontro e l’accoglienza. [Video]

In tutta Europa, i cittadini delle varie città hanno aperto le loro porte a persone in cerca di sicurezza – migranti e rifugiati – condividendo i pasti, favorendo l’apprendimento delle lingue, o semplicemente stando insieme in diverse occasioni.

In quasi due anni, 315 iniziative del genere sono state mappate dalla campagna 

“I GET YOU”: 62 in Italia, 50 in Germania, 20 a Malta, 37 in Belgio, 31 in Portogallo, 15 in Romania, 55 in Francia, 14 in Croazia, 31 in Spagna.

I Paesi più rappresentati nell’accoglienza sono: Siria, Afghanistan, Mali, Nigeria, Gambia, Pakistan, Afghanistan, Somalia, Sudan.

“I risultati della mappatura mostrano che la politica è rimasta indietro rispetto ai cittadini quando si parla di inclusione dei migranti – ha detto Jose Ignacio Garcia, direttore di Jrs Europe”-   (Servizio dei gesuiti per i rifugiati).

L’iniziativa “I GET YOU” risponde alla cruciale domanda che ci poniamo come individui, comunità e Paesi: vogliamo scegliere l’inclusione o l’isolamento? 

Per l’Italia l’indagine è stata curata dal Centro Astalli - sede italiana del Jesuit Refugee Service - . 

L’obiettivo è raccontare l’incontro tra migranti, rifugiati e cittadini locali, come ribadisce nel video Brigitte di Bruxelles: “forse non posso cambiare la situazione […] ma forse posso cambiare la vita di una persona”.

Il video “Ecco che cosa abbiamo visto” presenta spaccati di esperienze informali e pubbliche di incontro coi nuovi arrivati sperimentate nei vari paesi europei: episodi di amicizia spontanea e accoglienza nello scambio arricchente delle diversità tra persone e culture. Un invito a valorizzare le differenze, a stabilire legami umani oltre la paura, legami che favoriscono la comprensione reciproca e aiutano a costruire comunità che non discriminano.

 

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