Lunedì, 23 settembre 2019 - ore 05.03

Pianeta migranti. Il Contratto del ‘Vade retro’ migrante.

Il Contratto di governo della Lega e Movimento 5 Stelle prevede “respingimenti, espulsioni vere”, accordi bilaterali e multilaterali con i Paesi di provenienza per fermare i migranti.

| Scritto da Redazione
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Pianeta migranti. Il Contratto del ‘Vade retro’ migrante.

Il Contratto di governo della Lega e Movimento 5 Stelle prevede “respingimenti, espulsioni vere”, accordi bilaterali e multilaterali con i Paesi di provenienza per fermare i migranti.

Propone di trasferire risorse dal sistema di accoglienza alle operazioni di allontanamento forzato. Propone prestazioni sociali solo per “i nostri” e non per loro. E’ incurante dei principi giuridici internazionali. Secondo l’ASGI - associazione studi giuridici sull’immigrazione - “i sottoscrittori del contratto sembrano non rendersi conto che una legislazione che dovesse basarsi su queste premesse è destinata a scontrarsi con norme di rango superiore che il nostro Paese è tenuto a rispettare, riaprendo cosi la strada a un contenzioso giudiziario che lo Stato italiano ha già dovuto affrontare per altre prestazioni sociali, risultando sempre soccombente, con costi per la collettività non solo in termini economici”.

Il contratto ignora per esempio che “gran parte dei cittadini provenienti da paesi terzi godono del diritto alla parità di trattamento in forza di specifiche direttive dell’Unione che il legislatore italiano non è abilitato a derogare: si tratta in particolare dei titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (che rappresentano ormai il 55% degli stranieri extra UE presenti in Italia) dei titolari di permesso unico per lavoro, dei familiari di cittadini dell’Unione, dei titolari di protezione internazionale, dei titolari di Carta blu UE.

Il Contratto ignora che “l’uguaglianza è uno dei valori cardine sui quali si basa il nostro Patto sociale (art. 3 Cost.).” Che l’uguaglianza rappresenta “l’indispensabile fondamento per una politica di integrazione dei cittadini migranti e di superamento di ogni situazione di marginalità e di insicurezza; che è motore di sviluppo economico perché favorisce la miglior distribuzione delle risorse umane e riduce la conflittualità sociale”.

Leggendo il Contratto nascono spontanee alcune domande: con quali soldi si fermeranno i clandestini e si faranno i blocchi e le espulsioni? Gli stati europei che l’hanno fatto dimostrano che l’operazione ha un alto costo, sempre in crescita, che ci sono notevoli difficoltà e che il risultato più sicuro è l’aumento della clandestinità.

Il Contratto vuole dire basta al business dell’accoglienza. Ma l’accoglienza è un business quando è gestita come emergenza e senza controllo democratico. Per gestirla in modo virtuoso occorrono persone e associazioni competenti (in Italia ci sono); ma queste non vanno bene alla Lega proprio perché accolgono invece di respingere.

Il Contratto è per il rifiuto dei migranti economici. Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza di stranieri non arriva via mare dalla Libia, ma via aereo e terra e lavora in decine di attività economiche e commerciali del paese. Vogliamo fermarli ben sapendo che il paese ha bisogno di manodopera straniera visto l’attuale tasso di denatalità e l’invecchiamento crescente della popolazione?

Il Contratto vuole tutelare la nostra identità. Ma ciò è antistorico perché la storia è foriera di cambiamenti! Non ci siamo fermati al tempo della Lega lombarda e del Carroccio! Siamo in tempi di globalizzazione: i popoli si mischiano, si contaminano, i costumi e le identità si plasmano in modo diverso. E’ineluttabile! Ed è sempre successo, in particolare in Italia che fa da ponte tra diverse civiltà al centro del Mediterraneo.

In sostanza, il Contratto propone un’idea di società che non ha più un interesse per un bene comune collettivo ma che deve salvare solo l’interesse di individui, frammentati e spaventati dal cambiamento. Destinati a rimanere ai margini di un mondo in continua evoluzione, insieme alle forze politiche a cui si affidano e ai paesi da questi governate. E’ una società vecchia, rinsecchita, chiusa al futuro che contribuirà a frenare lo sviluppo del nostro paese e a relegarlo ad un ruolo marginale nell’evoluzione del nostro mondo.

 

 

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