Lunedì, 28 novembre 2022 - ore 01.52

Pianeta Migranti. L’Europa fermi le bombe che fanno profughi in Yemen

Dopo gli esposti presentati in Procura da parte della Rete italiana per il disarmo, si chiede al Parlamento Europeo di votare una risoluzione per fermare l’invio di armi in Yemen.

| Scritto da Redazione
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Lo Yemen, tra i paesi più poveri al mondo, dall'inizio del 2015 è  lacerato da una guerra civile, dove una forte coalizione sciita al nord, capeggiata dagli Houti, si scontra con la maggioranza sunnita del paese. Nel conflitto, si sentono coinvolti tutti gli stati della coalizione capeggiata da Arabia Saudita ed Emirati (vi partecipano, più o meno direttamente Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania,  Egitto, Pakistan e Sudan, oltre agli Usa).

Nonostante il Segretario Onu Ban Ki Moon abbia condannato i bombardamenti della coalizione a guida saudita ed abbia richiamato al  rispetto delle convenzioni per i diritti umani e del diritto umanitario internazionale, gli attacchi contro obiettivi civili cono continui e devastanti. 

Secondo la Rete italiana per il disarmo, l'Italia, a più riprese, ha rifornito l’Arabia Saudita con carichi di bombe RWM impiegate nei bombardamenti in Yemen dove alcune bombe sono state ritrovate inesplose.

Oggi, il conflitto in Yemen, giunto al suo decimo mese, si sta intensificando presso la città di Taizz, dove più di 200.000 residenti sono tagliati fuori dagli aiuti umanitari.

L'UNHCR (Agenzia Onu per i rifugiati) per cinque mesi non ha potuto entrare in città e solo a metà febbraio è riuscita a consegnare aiuti alimentari e forniture mediche. Taizz, oggi, ospita un numero enorme di sfollati interni: circa 400.000 su un totale di 2,5 milioni di sfollati.

La situazione umanitaria generale in Yemen rimane critica: si stima che 21,2 milioni di persone, l’ 82% della popolazione, abbia bisogno di un qualche tipo di assistenza urgente. Il conflitto continua a costringere le famiglie ad abbandonare le proprie case in ben 21 dei 22 governatorati del paese.

Se gli aiuti umanitari sono negati, che si fermi almeno il rifornimento di armi!

E’ quanto chiedono 23 organismi internazionali che si occupano di controllo degli armamenti. Hanno preso posizione invitando per lettera i presidenti e vicepresidenti di tutti i gruppi al Parlamento europeo a votare, durante il dibattito in aula che si terrà il 25 febbraio, a favore di una risoluzione sulla situazione in Yemen che chiede lo stop di armi verso le coalizioni in conflitto.

Gli aderenti all’appello richiamano al rispetto delle leggi umanitarie internazionali e sottolineano che "gli Stati Membri UE che continuano a trasferire armamenti verso l'Arabia Saudita stanno chiaramente violando la Posizione Comune UE 2008/944/CFSP sul controllo dell'export di armamenti, configurando una violazione del Trattato Internazionale sugli Armamenti (ATT) sottoscritto da 26 Paesi Membri dell'UE e, per quanto riguarda l'Italia, anche della legge 185/90 che regolamenta l'export di armi (così come denunciato da Rete Italiana per il Disarmo in diversi Esposti presentati alle Procure della Repubblica di varie città italiane.)”

Le ONG firmatarie delle lettere si augurano che il Parlamento Europeo possa continuare i suoi positivi passi per cercare di raggiungere, insieme ad altre realtà internazionali, una soluzione pacifica alla situazione problematica nello Yemen.

A tale scopo sono in corso delle azioni da parte delle organizzazioni di Rete Disarmo e dei propri partner europei dirette alla sensibilizzazione di tutti i Parlamentari Europei tramite i loro profili social.

In allegato la lettera ai Parlamentari europei.

 

 

 

 

 

 

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