Mercoledì, 16 ottobre 2019 - ore 17.09

Pianeta Migranti. L’Italia va a braccetto coi dittatori africani.

Il Governo italiano fa accordi segreti con i Governi dittatoriali africani e rimpatria in maniera illegale i migranti che arrivano nel nostro paese”. Lo denuncia il Tavolo asilo, che riunisce le 17 organizzazioni più importanti che lavorano per la tutela dei migranti e dei richiedenti asilo in Italia. “Agiremo anche presso la Corte europea dei diritti dell’uomo” (Asgi)

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. L’Italia va a braccetto coi dittatori africani. Pianeta Migranti. L’Italia va a braccetto coi dittatori africani. Pianeta Migranti. L’Italia va a braccetto coi dittatori africani. Pianeta Migranti. L’Italia va a braccetto coi dittatori africani.

Nel mirino c’è, in particolare il recente accordo col Sudan che ha portato a fine agosto al rimpatrio di 48 migranti sudanesi. Un rimpatrio “totalmente irregolare” secondo il Tavolo Asilo e sul quale si chiede che il governo italiano riferisca in parlamento. Ma il Tavolo denuncia anche il reale obiettivo del patto europeo sulla migrazione (Migration compact): dietro gli aiuti alla cooperazione e allo sviluppo verso i paesi africani ci sarebbero accordi con loro per fermare i flussi, accordi che violano i diritti delle persone. Il Tavolo asilo sostiene che il Migration Compact non è altro che un modo per esternalizzare le frontiere e impedire a chi è in pericolo di mettersi in salvo.

L’accordo prevede di concedere al Sudan 175 milioni di euro. Sul presidente sudanese, Omar al Bashir,  pendono due mandati di cattura della Corte Penale internazionale, con 10 capi d’accusa, di cui 3 per genocidio, per episodi accertati nel conflitto del Darfur. Sono dunque soldi concessi a un dittatore che ha sempre rifiutato di sottoporsi al giudizio internazionale. Molti dei migranti sudanesi che passano per l’Italia provengono proprio dal Darfur e da due altre regioni, il Sud Kordofan e il Blue Nile, dove sono attivi conflitti durissimi in cui i civili sono quasi sempre gli obiettivi e che vedono violati giornalmente in modo grave i propri diritti umani di base, oltre a quelli di cittadinanza. E’ verso questa situazione che l’Italia respinge con disinvoltura i richiedenti asilo sudanesi.

Testimoni al rimpatrio dei 48 sudanesi sostengono che questi sono stati prelevati a Ventimiglia, anche da un campo di passaggio della Croce Rossa, e portati alla stazione di polizia. Da lì sarebbero stati trasportati all’aeroporto di Caselle, per evitare manifestazioni di attivisti già programmate a Malpensa, e rimpatriati. Non avrebbero visto né interpreti né avvocati; alcuni di loro avevano già presentato la richiesta di asilo. L’anno scorso la richiesta è stata accettata per il 60% dei sudanesi che l’avevano presentata.

I rimpatriati hanno raccontato di aver subito violenze durante il viaggio da Torino a Khartoum; sarebbero stati ammanettati per tutto il viaggio. Alcuni, però, non sono stati rimpatriati perché, a quanto pare, in aereo non c’era più posto. Costoro sostengono che tra i respinti c’erano una quindicina di darfuriani alcuni dei quali ora si troverebbero in prigione. Avrebbero potuto ottenere la protezione internazionale se ci fosse stato il tempo di esaminare il loro caso.

Il nostro Governo sostiene che il rimpatrio dei sudanesi è avvenuto in modo legittimo, ma l‘Associazione Studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) sostiene il contrario: è stata un’espulsione collettiva, senza valutazione caso per caso e per questo chiede al Governo di riferire in Parlamento e di rendere pubblico anche il testo dell’accordo con il governo del Sudan. Un accordo che non è passato dal nostro parlamento.

Con il Migration Compact i paesi Ue stanno proponendo ai paesi di origine e transito dei migranti accordi che hanno a che fare con la libertà delle persone. Ricordiamo che l’Italia in questo momento ha in piedi diversi accordi con paesi come Egitto, Gambia, Niger e Libia. Di fatto, si sta negando la possibilità ai richiedenti asilo di potersi mettere in salvo. Nei mesi scorsi, abbiamo impedito a milioni di siriani di arrivare in Europa; adesso, sborsando denaro ai paesi africani si tenta di raggiungere lo stesso obiettivo ottenuto con l’accordo Ue- Turchia.

Secondo Gianni Rufini di Amnesty International si fanno accordi con paesi insicuri e “respingere i migranti di questi paesi è come rimandare gli ebrei tedeschi in Germania durante il nazismo”. Pertanto le organizzazioni del Tavolo Asilo, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Roma lo scorso 27 settembre presso la Sala Nassiriya di Palazzo Madama, hanno dichiarato di voler denunciare pubblicamente le violazioni di legge degli accordi “segreti” firmati dal governo italiano, le loro conseguenze sulla vita e sulla libertà delle persone perché queste deportazioni sono in contrasto sia con l’articolo 19 del Testo unico sull’immigrazione, (che vieta il rimpatrio in Paesi dove c’è pericolo di persecuzione) sia con l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che proibisce la tortura e i trattamenti inumani e degradanti.

 

 

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