Martedì, 18 giugno 2019 - ore 22.39

Porto d’armi sportivo: +27% richieste in tre anni, come sono cambiate le regole

Aumentano le richieste di porto d’armi sportivo e, di conseguenza, anche il numero delle armi nelle case degli italiani.

| Scritto da Redazione
Porto d’armi sportivo: +27% richieste in tre anni, come sono cambiate le regole

Un argomento che ha fatto nascere parecchie discussioni tra favorevoli e contrari, anche se di fatto in Italia come altrove esistono delle regole europee da rispettare, che impongono di denunciarne il possesso ed avere il porto d’armi.

 

Vediamo allora lo stato delle cose in Italia, e cosa serve realmente per prendere il porto d’armi. 

 

L’andamento delle richieste di porto d’armi

 

Le richieste di porto d’armi per uso sportivo negli ultimi tre anni in Italia sono cresciute del 27% rispetto alle altre tipologie, come difesa personale, attività di vigilanza, venatoria, etc., che sono invece in netto calo.

 

Il risultato è che il reale incremento di tutte le richieste supera appena l’1% annuo, con le licenze di caccia diminuite del 9%, quelle per difesa personale a distanza ravvicinata del 16%, e del 58% quelle per armi a canna lunga. L’unico a crescere è il settore sportivo, per il quale il tiratore è obbligato ad operare all’interno di un poligono di tiro, e a seguire un corso di formazione specifico, oppure avere un’esperienza di tipo militare.

 

Intanto il 14 settembre 2018 è entrato in vigore il Decreto legislativo 104/2018 che fa seguito alla direttiva EU 853/2017 e che stabilisce le regole aggiornate per la detenzione e l’uso delle armi a scopo agonistico. Certo, tra il numero delle armi accertate e certificate, frutto di una più attenta politica attuale, e quelle inserite nei vecchi archivi cartacei, e mai ufficialmente dismesse, c’è una notevole differenza che, secondo l’Università La Sapienza, potrebbe far salire fino a quattro milioni il numero totale delle armi circolanti in Italia, contro le 700.000 registrate ufficialmente. Ma vediamo cosa serve per detenere un’arma.

 

Cosa serve per detenere un’arma

 

Per poter tirare in un poligono serve, innanzi tutto, un porto d’armi ad uso sportivo e dotarsi di un’arma che oltre ad essere in buono stato d’uso e sicura, deve rientrare tra quelle legalmente detenibili, le cui caratteristiche sono definite all’art. 13 della L. 157/1992. Ovviamente, parlando di sicurezza e qualità, chi si avvicina a questo mondo dovrebbe sempre preferire armi e caricatori per pistole di marchi affidabili come Beretta, in modo da praticare quest’attività sportiva con la massima tranquillità e con tutte le carte in regola.

 

Per quello che riguarda la parte burocratica, cambiata di recente, ecco quali sono i requisiti per entrare in possesso di un porto d’armi sportivo: bisogna presentare un certificato medico di buona salute fisica e mentale di un ufficiale sanitario della ASL, seguire un corso di addestramento con un docente autorizzato, e superare un esame teorico-pratico che attesti l’idoneità ad usare e maneggiare un’arma. Solo dopo sarà possibile detenere delle armi, tra cui quelle da caccia, massimo 12 armi sportive e non più di tre di armi da sparo, tutte da denunciare alla Questura di competenza o presso una Caserma dei Carabinieri.

 

La detenzione però prevede anche l’obbligo tassativo di appartenere alla categoria dei tiratori sportivi, che si può ottenere solo iscrivendosi ad un poligono di tiro, affiliato ad una Federazione Sportiva riconosciuta, o al CONI, e possedere solo le armi demilitarizzate in categoria A6, o quelle a percussione centrale e caricatore limitato ai colpi consentiti dalla legge in categoria A7.

 

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