Sabato, 13 luglio 2024 - ore 06.12

Progetto ‘Crema città amica dell’Alzheimer’

Il progetto si pone la finalità di fare di Crema una città in cui: le persone colpite da demenza siano comprese, rispettate...

| Scritto da Redazione
Progetto ‘Crema città amica dell’Alzheimer’

Progetto ‘Crema città amica dell’Alzheimer’

 Presentato lo scorso mercoledì 20 marzo il protocollo d’intesa (già sottoscritto) per la realizzazione del Progetto ‘Crema città amica dell’Alzheimer’. Protocollo chiamato a disciplinare e regolamentare il progetto che promuove, in linea generale, un percorso di diffusione di conoscenza e condivisione sociale che porti la comunità ad essere inclusiva rispetto ai bisogni del malato e della sua famiglia. Diversi i soggetti interessati, a dimostrazione della più ampia condivisione possibile: Comune, Diocesi, Fbc, Asst, Ats e associazione Aima. Presentazione affidata al sindaco Fabio Bergamaschi con l’assessora al Welfare Anastasie Musumary, al vescovo Daniele Gianotti, a Bianca Baruelli (presidente Fbc), ad Alessandro Cominelli (direttore generale Asst Crema), a Ida Ramponi (direttore generale Ats ValPadana) e Arturo Bettinelli (presidente associazione Aima).

 Il progetto si pone la finalità di fare di Crema una città in cui: le persone colpite da demenza siano comprese, rispettate, sostenute e che possono ancora contribuire alla vita

della Comunità; i cittadini maturino una coscienza di cosa sia la demenza e sviluppino sentimenti e comportamenti inclusivi, tutelanti ed empatici, con l’idea che solo insieme si possa fare la differenza rispetto a questa malattia e che anche piccole azioni possano contare molto.

 Il Progetto che le parti intendono promuovere si propone i seguenti obiettivi

*Avviare un percorso di costruzione di una Rete Sociale per la Demenza, che porti la comunità ad acquisire consapevolezza delle problematiche sociali della Demenza, combattendo lo stigma e favorendo l'inclusione sociale dei malati e delle famiglie.

 *Educare e sensibilizzare le persone anziane in condizione di fragilità verso: stili di vita che favoriscano il mantenimento delle facoltà cognitive e contrastino lo sviluppo della demenza; atteggiamenti inclusivi nei confronti di malati di demenza e familiari; incontri individuali di valutazione cognitiva, tenuti da un neuropsicologo.

 *Promuovere l'adeguamento dei servizi ai bisogni dei malati (trasporti, negozi, luoghi pubblici e di vita sociale).

 *Dar voce alle famiglie, narrare le storie della malattia, per evidenziare bisogni e criticità che si sono presentati nel decorso della malattia, per capire cosa si può migliorare.

 Le azioni che verranno messe in campo

 *costituzione di un tavolo di coordinamento con presenze “politiche” e “tecniche” dei diversi attori (Comune, Fondazione Benefattori Cremaschi, ATS Val Padana, Asst, AIMA e Diocesi di Crema) ;

 *organizzazione di incontri pubblici sul tema degli stili di vita come contrasto all'insorgenza della Demenza e delle problematiche sociali e sanitarie della Demenza attivando momenti di confronto nelle zone e quartieri della Città;

 *promozione e organizzazione di incontri di auto mutuo aiuto per i familiari dei malati;

 *organizzazione di incontri di sensibilizzazione per specifiche categorie: medici/ farmacisti/ assistenti sociali/ forze dell’ordine / commercianti / bancari/ insegnanti/parroci

 *sviluppo di una rete dei servizi e nuove unità di offerta dedicate alle persone affette da demenza (servizi dedicati, spazi dedicati, centro Diurno Alzheimer, posti dedicati in RSA;

 *analisi e lettura condivisa dei bisogni;

 *sostegno alle azioni progettuali dei soggetti partecipanti al Progetto.

 L’Alzheimer in Italia colpisce circa un milione di persone. Stando ai dati di Aima si stima che i nuovi casi - sempre a livello nazionale - annualmente diagnosticati sono circa 70.000 per un totale di 650.000 curati a casa per tutta la durata della malattia.

 Ecco allora il valore aggiunto del Protocollo siglato che, come ha evidenziato il sindaco “si amplia con la maggior rappresentanza istituzionale, si aggiorna e si potenzia facendo di Crema una città più inclusiva”.

 Il tutto reso possibile da un contributo economico (40mila euro) garantito per metà dalla Fondazione Comunitaria, e il resto da Comune e Fbc. Che ha portato, come spiegato dalla presidente Baruelli, anche all’introduzione di nuove tecnologie chiamate a monitorare i pazienti ricoverati in tempo reale. Nel reparto sono disponibili 21 letti: “Abbiamo colto le opportunità che ci vengono offerte dalle nuove tecnologie. Ad esempio con l'installazione di sensori nei letti dei pazienti, così da poterli monitorare 24 ore su 24. Un aiuto importante”.

 “Per rispondere ad un'esigenza crescente Asst ha attivato, sia in ambito ospedaliero che territoriale un ambulatorio geriatrico. A breve verrà - ha sottolineato Cominelli - implementato il numero di specialisti operanti nel distretto cremasco. La demenza è una patologia sociale, che interessa pazienti, ma anche caregiver, famiglie e comunità. Parlarne è il primo passo per esserne consapevoli. Poi è necessario agire costruendo una rete di servizi ed una sensibilità diversa per combattere l'esclusione sociale”.

 Il direttore dell’Ats Ida Ramponi ha sottolineato l’importanza dell’accoglienza che offre il territorio, rimarcando nel contempo l’utilità del Protocollo e l’ampliata sinergia che si è venuta a creare. Concetto ripreso anche dal vescovo, con l’aggiunta che “l’impegno della Chiesa è di formazione e sensibilizzazione delle persone, molte delle quali entrano in contatto con gli ammalati”.

 Da Arturo Bettinelli, presidente Aima (l’associazione conta su 19 volontari), l’elogio al “grupp’ istituzionale che si è formato e che ci darà la possibilità di proseguire nella nostra attività”.

 Chiusura affidata all’assessora Musumary, che ha ribadito un concetto: “Informare significa intercettare i primi segnali della malattia”.

 Incidenza della malattia Alzheimer che va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. L’Ambito territoriale Cremasco non si discosta dalle proiezioni degli anni precedenti ed è in linea con i dati provinciali e nazionali, caratterizzati da una netta prevalenza di persone nella fascia adulta (64% tra i 15 e i 64 anni) e una incidenza significativa della popolazione anziana (23,6%). Complessivamente, e in linea con l’andamento nazionale, si osserva un progressivo invecchiamento della popolazione. L’indice di vecchiaia del Distretto di Crema, seppur in aumento rispetto all’anno precedente, rimane ancora il più basso del territorio provinciale: per ogni 100 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni sono presenti circa 185 persone anziane (di età superiore ai 64 anni) contro le 179 dell’anno 2021. La popolazione cremasca che supera i 64 anni è circa il 23% (tasso di vecchiaia). Nel Cremasco sono presenti in media circa 5,4 anziani per ogni bambino sotto i 6 anni.

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