Giovedì, 24 settembre 2020 - ore 11.20

Rapporto sul mercato globale del lavoro

| Scritto da Redazione
Rapporto sul mercato globale del lavoro

Rapporto sul mercato globale del lavoro. Roberto Treu. Dichiarazione del sindacato internazionale in merito al rapporto OIL sul mercato del lavoro a livello globale  .Il rapporto OIL di oggi sulle Tendenze Globali dell’Occupazione conferma che, nonostante i miglioramenti di molti indicatori economici, la disoccupazione globale rimane a livelli di crisi.
"Il mercato del lavoro è di gran lunga la parte più importante dell'economia e il rapporto OIL sottolinea la gravità della disoccupazione nel mondo", ha affermato il Segretario Generale dell’ITUC-CSI, Sharan Burrow. "Il fatto che più di 205 milioni di lavoratori siano disoccupati è una grande preoccupazione, e affrontare questa crisi deve essere l'obiettivo primario della politica economica." 
Il tasso di disoccupazione globale è appena sceso dal 6,3% nel 2009 al 6,2% nel 2010. Il rapporto di oggi prevede una disoccupazione del 6,1% nel 2011, che è ancora significativamente al di sopra del livello precedente alla crisi del 5,6%. Il tasso di disoccupazione giovanile è più che raddoppiato, con l'occupazione che non mantiene il passo con la crescita della popolazione. Il rapporto indica che la quota di occupazione rispetto alla popolazione in tutto il mondo è diminuita tra il 2009 e il 2010.
L’ITUC - CSI applaude le conclusioni dell'OIL: "E’ fondamentale mantenere o rafforzare le misure che possono aiutare a stimolare la nascita dell’occupazione e l’avvio di una ripresa sostenibile di posti di lavoro. Il miglioramento dei risultati del mercato del lavoro sosterrebbe una ripresa macroeconomica più ampia e potrebbe contribuire a compensare gli effetti negativi del consolidamento fiscale ". 
Tuttavia, l’ITUC - CSI contesta inoltre l'affermazione della relazione secondo cui, nei paesi sviluppati, "sono necessarie politiche per aumentare la produttività del lavoro al fine di ridurre i costi unitari del lavoro e migliorare la competitività." 
Il movimento sindacale sostiene fortemente l’aumento della produttività, ma ritiene che i salari debbano aumentare con essa. I sindacati respingono l’obiettivo di ridurre i costi unitari del lavoro, perché significa che i salari non riescono a mantenere il passo con la produttività.
"L’aumento dei salari e la domanda più alta dei consumatori dovrebbe essere la base per una crescita sostenibile", ha detto Burrow. "Il modo per affrontare gli squilibri del commercio mondiale è attraverso una maggiore espansione del potere d'acquisto nei paesi in via di sviluppo, e non quello di fa entrare i paesi sviluppati in una gara basata su un’ulteriore riduzione dei salari." 
Per una sintesi del nuovo rapporto OIL, si veda il sito in lingua italiana del Portale del Lavoro Dignitoso

Clicca qui:  http://www.lavorodignitoso.org/acm-on-line/Home/News/articolo18011492.html

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