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Rapporto.Perchè aspettare fino al 2020 per spegnere l'inceneritore di Cremona ? |M.Pezzoni

| Scritto da Redazione
Rapporto.Perchè aspettare fino al 2020 per spegnere l'inceneritore di Cremona ? |M.Pezzoni

Marco Pezzoni ci ha inviato  il  “Rapporto ai cittadini e alle associazioni. Perchè aspettare fino al 2020 per spegnere l'inceneritore di Cremona ? E' possibile avere alternative molto prima !”
Nella lettera accompagnatoria Pezzoni precisa :
“Il Rapporto è diviso in 3 parti:
1) Perchè aspettare fino al 2020 per spegnere l’inceneritore di Cremona? E’ possibile avere alternative molto prima !
2) Accettare la sfida di Bordi : passare dalle intenzioni ai fatti sulla chiusura dell’inceneritore.
3) AEM e Lgh tra indebitamento, ipotesi di fusione ed emissione di bond per 300 milioni di euro.
Se guardiamo alla nostra realtà locale, non sfuggirà certo che tutto si tiene e si condiziona e che logiche virtuose e innovative faticano a nascere se non si creano equilibri nuovi.
Ecco perchè ho dedicato un capitolo di questo Rapporto ad analizzare i contenuti della sfida lanciata da Bordi e ad accettarla senza subalternità, con autonomia di posizioni, per avvicinare il più possibile la certezza della chiusura dell’inceneritore. Scelta tutt’altro che scontata se comprendiamo bene le logiche aziendali e finanziarie di Lgh e AEM.
Oggi più che mai serve uno sguardo complessivo e una posizione forte e chiara, per rintuzzare la campagna strisciante che mira da un lato a depotenziare la rilevanza sociale della raccolta differenziata   “ gonfiandone”i costi, dall’altro a  incolpare il centrosinistra sul passato e il PD sul passato, sul presente e sul futuro dell’inceneritore di San Rocco. La campagna elettorale per le prossime amministrative è già cominciata , anche se Bordi finge di escluderlo.
Marco Pezzoni” .

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
red/wel/cr
Cremona 21 novembre 2013
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Rapporto ai cittadini e alle associazioni
Perchè aspettare fino al 2020 per spegnere l'inceneritore di Cremona ? E' possibile avere alternative molto prima !

Finalmente sul futuro dell'inceneritore di Cremona qualche chiarimento sta arrivando, non ancora sufficiente, ma con precisazioni rilevanti che vengono sia dalla Presidenza di  AEM che dall'assessore Bordi.

Come cittadino e come coordinatore di CreaFuturo ho voluto partecipare martedì 19 novembre all'incontro aperto con i presidenti di AEM e Lgh tenuto nella saletta dei Gruppi in Comune dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale.

Come semplice cittadino ho potuto solo ascoltare ma, vi assicuro, è stato un incontro rivelatore. Confrontato poi con le dichiarazioni dell'assessore Bordi in risposta ad un mio articolo, posso dire che la nebbia comincia ad alzarsi ma il quadro delle decisioni sul futuro dell'inceneritore non sono per nulla rassicuranti.

Il presidente Albertoni di AEM spa ha svolto un lungo intervento, rispondendo in modo particolare, alle domande sollevate all'inizio della seduta dalle esponenti del PD Maura Ruggeri e Alessia Manfredini che avevano chiesto ufficialmente questo incontro.

L'assenza del Sindaco Perri e dei componenti della giunta è stata giustificata dal presidente Albertoni come dovuta ad un suo personale consiglio.  Ma la presenza del Sindaco sarebbe stata utile non solo per rendere esplicite le convergenze tra Comune e AEM ma anche per rispetto verso le opposizioni.

Comunque il presidente Albertoni ha voluto esordire sottolineando come le scelte politiche le faccia e le abbia sempre fatte l'Amministrazione comunale e come l' AEM vi si sia sempre attenuta : “ Come presidente ho sempre seguito le indicazioni  della Giunta e del Sindaco”.

Sul progetto di revamping dell'inceneritore di San Rocco ha poi lamentato la scarsa attenzione all'inizio dell'anno del Consiglio comunale e della stessa città e si è detto sorpreso del clamore attuale. Ha rivendicato la totale correttezza del proprio operato richiamando l'informativa del 15 marzo 2013 con la quale informava i consiglieri comunali del progetto di revamping e della ricerca di risorse economiche adeguate per finanziarlo.

In coerenza e in conseguenza di questa informativa l'AEM ha avviato il progetto di revamping, l'ha presentato in Regione e, con la Delibera Regionale del 2 luglio 2013, l'AEM ha proceduto con questo progetto entro gli elementi prescrittivi dati dalla Regione stessa.

Albertoni ha quindi brevemente descritto in cosa consiste la correttezza procedurale dell'AEM : pieno rispetto dell'AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale, decreto 2012 ), revamping dell'inceneritore di San Rocco come semplice miglioramento del funzionamento dell'impianto, soprattutto per quanto riguarda l'emissione di fumi, un investimento complessivo di 4 milioni di euro. Per questo ha potuto affermare “ AEM e LGH non hanno mai contravvenuto all'ordine del giorno votato dal Consiglio comunale di Cremona !”

Sull'interpretazione di questo ordine del giorno, votato quasi all'unanimità, sarebbe stata utile la presenza del Sindaco Perri, visto che il capogruppo PDL si è distinto all'inizio di seduta con un bel siparietto, contestando che l'o.d.g. contenesse l'idea di una progressiva chiusura dell'inceneritore, a sua volta contestato dall'esegesi del testo svolta da Alessia Manfredini.

Devo confessare che mi ha molto colpito il fatto che, tranne Maura Ruggeri e Alessia Manfredini, consiglieri del Pd, e il consigliere Schifano dell'IDV, totalmente critico, tutti gli altri capigruppo non sentissero come centrale la questione dell'inceneritore e delle possibili alternative da mettere in campo subito.

Su questo punto in sintonia con il presidente Albertoni che sulla ricerca di alternative all'inceneritore è stato molto evasivo, se non ironico ricordando come nel 2005 c'era chi gli faceva fretta sulla opzione pirolisi, tuttora nemmeno arrivata allo stadio di prototipo. Anzi, l'impressione è stata che AEM e LGH pensino che l'alternativa all'inceneritore sia....ancora l'inceneritore, nuovo o ristrutturato che sia.

Significativa è stata l'affermazione del presidente Albertoni riguardo all'intervento previsto sull'inceneritore di san Rocco come miglioramento e riguardo alla possibilità di rilanciare l'inceneritore : “ Oggi non andiamo oltre, ma...domani vedremo “.

Accettare la sfida di Bordi : passare dalle intenzioni ai fatti sulla chiusura dell'inceneritore

Chi invece finalmente dice qualcosa di più sull'eventuale chiusura dell'inceneritore è l'assessore Bordi che, rispondendo ad una mia sollecitazione, afferma in un articolo che lo spegnimento avverrà entro il 2020 in osservanza di Direttive europee e linee nazionali.

Ma perchè entro il 2020 e non prima ?  Perchè non individuare subito alternative tecnologiche innovative come ha fatto la Provincia di Reggio Emilia, con il progetto del TMB, trattamento meccanico biologico della frazione residua dei rifiuti ?

L'assessore Bordi, a differenza del presidente Albertoni, fissa almeno una scadenza per lo spegnimento dell'inceneritore ma poi si aggrappa ad una giustificazione poco plausibile per prolungarne i tempi di funzionamento.

Ecco la giustificazione “ L'impossibilità di una chiusura immediata dell'inceneritore è legata all'individuazione di un idoneo sistema di smaltimento alternativo all'incenerimento dei rifiuti ospedalieri, potenzialmente infetti e pericolosi ... “

Ma dai....caro assessore, non starà pensando davvero ad una soluzione autarchica per i rifiuti ospedalieri che ora andrebbero inceneriti. Per cui ogni ASL, anzi ogni ospedale cittadino in Lombardia se non riesce a trovare un idoneo sistema alternativo dovrebbe essere condannato a dipendere da un proprio inceneritore locale.

Il tema è reale, proprio per questo non si può barare : lei ha ben sentito dall'assessore Bellini di Forlì, relatore al Convegno del PD, che ci può essere una buona quota di recupero di materiale tessile ospedaliero ma, per ora, la quota di rifiuti infetti e pericolosi va incenerita in un unico inceneritore per tutta l'Emilia Romagna. In attesa di nuove invenzioni o soluzioni che la ricerca potrebbe scoprire tra 2 anni o tra 20 anni.

Dunque la giustificazione dell'assessore Bordi regge poco, piuttosto è funzionale a cercare una mediazione con le esigenze di AEM e LGH che vogliono prolungare il più possibile l'esistenza dell'inceneritore di San Rocco e che non si accontentano che il revamping si limiti  ai semplici miglioramenti finora concessi.

C'è una parte invece delle dichiarazioni dell'assessore Bordi che trovo interessante  per l'oggi , là dove dice : ”  Le decisioni riguardanti il futuro dell'impianto di San Rocco spettano per ragioni temporali a questa Amministrazione e non possono essere collegate in nessun modo alla prossima campagna elettorale “.

“ Per ragioni temporali” e “ non collegate  in nessun modo alla prossima campagna elettorale” significa che per l'assessore Bordi la decisione sul futuro dell'impianto di San Rocco va presa  nei prossimi 3 mesi e non oltre.

E va presa da “questa” Amministrazione che la assume perchè ne è convinta, non perchè se ne vuole servire in campagna elettorale .

Bene ! Questa agenda contraddice e di molto il “ vedremo poi”  di Albertoni  ma sarebbe un errore non prendere sul serio la sfida lanciata da Bordi.

Del resto l'assessore all'ambiente propone una condivisione delle scelte con tutte le forze politiche, opposizioni comprese. Suggerirei sommessamente anche confronto e dialogo con l' associazionismo e con tutte le forze economiche e sociali. A questo Tavolo propositivo molte associazioni sono pronte a partecipare.

Non vedo l'ora di conoscere quelle che Bordi ribadisce essere le “ prossime azioni sul ciclo dei rifiuti che questa amministrazione intende portare avanti e che diventeranno “ Linee guida” per chi, attualmente, gestisce il ciclo dei rifiuti a Cremona. “

“ Diventeranno” vuol dire però che sono ancora intenzioni, magari buone intenzioni, non fatti.

Mi auguro sinceramente che questi fatti siano davvero prodotti, tanto più che il Comune sembra intenzionato ad assumersi alla luce del sole la responsabilità politica di orientare le scelte dell'AEM, se passerà  la linea di Bordi quando dichiara che “ queste Linee guida costituiranno punti cardini irrinunciabili per le future Gare finalizzate alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti”.

Se queste Linee guida non saranno ambigue sul destino dell'inceneritore rinviando la decisione ad un secondo tempo, se avvicineranno i tempi della sua chiusura legandola alla realizzazione di soluzioni tecnologiche alternative che vanno decise adesso, mettendo a gara come ha fatto Reggio Emilia la progettazione del TMB, se la raccolta differenziata verrà organizzata e potenziata fino a prevedere la tariffa puntuale, se il Comune di Cremona si incamminerà con atti e delibere formali verso la creazione del mercato del riciclo di materie prime seconde, è evidente che queste decisioni non si collegheranno con la prossima campagna elettorale ma prepareranno un clima più positivo per le amministrative 2014.

Al contrario soluzioni pasticciate e furbesche sull'inceneritore per privilegiare interessi finanziari e patrimoniali di Lgh e AEM , trasformeranno inevitabilmente le elezioni amministrative per il nuovo Sindaco in un referendum.

E non solo sul terreno propagandistico ma anche su quello giuridico-amministrativo per far rientrare decisioni amministrative e aziendali sbagliate eventualmente già assunte.

Non creda Lgh, che si è esposta sui mercati finanziari internazionali con l'emissione di bond, di farci digerire mediazioni al ribasso sul mantenimento dell'inceneritore. Usi piuttosto parte dei capitali che si liberano dalle sue attuali operazioni finanziarie per investimenti strategici e piani industriali innovativi.

AEM e Lgh tra indebitamento, ipotesi di fusione ed emissione di bond per 300 milioni di euro

La riunione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Cremona, tenuta martedì 19 novembre, è stata interessante per meglio conoscere situazione e logiche delle nostre multiutility.

Assente l'amministratore delegato di Lgh Mazzini che è andato a Londra per l'operazione emissioni di bond per circa 300 milioni di euro.

Presente invece il presidente di Lgh Alessandro Conter, proveniente da Rovato, che in realtà ha affiancato, senza differenziarsi, le posizioni del presidente AEM Albertoni. Tranne che in momenti di sincerità quando ha ammesso che su discariche e inceneritori esiste un “problema etico” . Tuttavia gli aspetti economici e finanziari sono prevalenti se vogliamo che Lgh e AEM stiano sul mercato.

“ Su 650 milioni di fatturato di Lgh “ ha ammesso Conter “ 400 milioni ci vengono dalle discariche”.  Anche sugli inceneritori ha sostenuto che “ ribassare troppo il costo del nostro servizio, non ci permette poi di stare in piedi “.

Sull'indebitamento di Lgh sia Conter che Albertoni lo valutano in 360 milioni di euro. Ma hanno tenuto a sottolineare che in proporzione Lgh è messa meglio di A2A, la multiutility di Milano e Brescia, la quale a fronte di un fatturato di 6,5 miliardi di euro ha un indebitamento di 4 miliardi .

Proprio per far fronte al pesante indebitamento, Lgh ha deciso di ricorrere all'emissione di bond sul mercato finanziario internazionale con un tasso di interesse tra il 4,25% e il 4,75% a operazione chiusa.

Rischi ? Per il presidente Albertoni questa operazione punta anzi a dare maggiore tranquillità, a non dipendere a breve dalle Banche, a rientrare nei Fidi. Non solo ma per Conter e Albertoni con questa operazione, oltre ad alleggerire l'indebitamento,  si dovrebbero liberare 80- 90 milioni di euro per investimenti.

Questi si dovrebbero aggiungere ai 95 milioni di euro prestati dalla BEI, Banca Europea per gli Investimenti, a un tasso del 2,39%, che hanno però destinazioni già definite: il teleriscaldamento a Lodi e la rete elettrica a Cremona .

Sarà interessante vedere che direzione prenderanno i nuovi investimenti che il presidente Conter sostiene debbano rispondere ai criteri e agli obiettivi del Piano Industriale che Lgh sostiene di avere già approntato. Per ora i consiglieri comunali di Cremona e, probabilmente, i Sindaci e i Comuni del nostro territorio non ne hanno ricevuto alcuna copia.

Il Presidente Albertoni qualche affermazione in più ha fatto quando ha difeso l'impianto a biomasse, entrato già in funzione accanto all'inceneritore di San Rocco, che serve ad alimentare il teleriscaldamento. Quando ha difeso l'acquisto della discarica a Grottaglie in Puglia perchè ha portato utili. Quando ha sostenuto che l'AEM dà ampie garanzie sulla raccolta differenziata e che questa non è collegata per nulla all'alimentazione dell'inceneritore ( affermazione simile a quella di Bordi, ma ambivalente nel senso che il futuro dell'inceneritore non va fatto dipendere dal livello di raccolta differenziata raggiunto). Quando ha sostenuto che “ non sono previsti investimenti particolarmente invasivi, ma quelli del tipo sottocentrale elettrica”.

Infine la grande questione delle possibili fusioni con altre Multiutility. Alessandro Conter ha annunciato che nessuna decisione è stata ancora presa. Entro questo dicembre Lgh presenterà un proprio Memorandum per la fusione che appare sempre più indispensabile per l'economia di scala.

“ Siamo comunque al sesto posto come Multiutility, anche se le prime 5 in Italia sono molto più grandi di noi” ha continuato Conter “ non dobbiamo arrivare a fusioni affrettate e ad ogni costo”.

L'orientamento è comunque quello di rivolgersi a partner di uguali dimensioni che stanno operando in Lombardia e in Veneto. E qui qualche novità è emersa: pare in declino la multiutility Agsm di Verona, perchè non quotata in borsa,  e in ascesa Acsm Aga di Monza e Como, legata per il 24% ad A2A, perchè presente sul mercato finanziario.

E viste le ristrettezze imposte dalla Spending review, sembrerebbe che non ci sia altra via per coprire  l'indebitamento  e permettersi nuovi investimenti che ricorrere ad altre forme di indebitamento quali sono le emissioni di bond.

Difficilmente però le garanzie per finanziare Lgh attraverso i bond potranno poggiare su scelte etiche e non su tornaconti brutalmente economici.

Da questo punto di vista sono le discariche a garantire utili, sono la rivalorizzazione dei patrimoni e non quella di servizi ecologici più avanzati a garantire i compratori internazionali dei bond di Lgh: la chiusura e dismissione dell'inceneritore si pone all'interno di questo quadro.

Per questo è bene che decida la politica, che decida il Comune di Cremona e i Comuni della Provincia si facciano sentire. Solo così potranno pesare gli interessi dei cittadini e delle nostre comunità.

Marco Pezzoni
Coordinatore CreaFuturo

2013-11-22

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