Lunedì, 06 luglio 2020 - ore 13.33

Recensione BREVI, VEROSIMILI E FALSE STORIELLE di Giancarlo Storti |© Miriam Ballerini

Dice l'autore: “Molti di voi si chiederanno se sono ‘storielle’ autobiografiche. La risposta è semplice : ora sì , ora no. Ogni racconto vero contiene le sue esagerazioni e le sue falsità. Ogni racconto falso contiene le sue fantasie e le sue verità.

| Scritto da Redazione
Recensione BREVI, VEROSIMILI E FALSE STORIELLE di Giancarlo Storti |© Miriam Ballerini

Recensione BREVI, VEROSIMILI E FALSE STORIELLE Presa in giro di alcuni personaggi che spero non si riconoscano di Giancarlo Storti |© Miriam Ballerini

Dice l'autore:  “Molti di voi si chiederanno se sono ‘storielle’ autobiografiche. La risposta è semplice : ora sì , ora no. Ogni racconto vero contiene le sue esagerazioni e le sue falsità. Ogni racconto falso contiene le sue fantasie e le sue verità.

A volte sono racconti che si intrecciano, che hai sentito, che hai vissuto o vorresti vivere o hai capito che qualcuno ha vissuto. Insomma il tutto va ‘ assunto’ con lo stesso spirito con il quale ho tentato di scriverlo. Con leggerezza, con ironia ed anche con un pizzico  di presa in giro di alcuni personaggi che spero non si riconoscano” .

Seguendo questa linea di pensiero ho letto i vari pezzi.

Nei primi, i brevi, ho trovato una particolarità: la frase messa come incipit del racconto, viene poi ripresa all'interno dello stesso.

Di cosa parla l'autore? Di ricordi, (veri? Falsi? D'invenzione? ), di politica, della scuola, dell'ambiente del lavoro. Spesso, praticamente in quasi tutti i pezzi, vi è la presenza dell'amore, della passione, del sesso.

Vi si trovano degli approcci di scrittura dialettale, tipici degli abitanti del nord Italia: la Lina, il Gino... che qui al nord è d'uso in particolare nella lingua parlata.

Non sono esattamente il mio genere di lettura, io mi occupo di narrativa sociale, degli ultimi. Qui, diciamo, i personaggi possono essere definiti i semplici, o meglio: l'uomo medio. Ecco, l'uomo medio e la sua vita fra famiglia, amicizie, primi approcci, lavoro e quei sentimenti che, anche se la società per bene ipocritamente vuole nascondere, appartengono ai più: il tradimento, i desideri, le passioni.

Il racconto che più mi è piaciuto è “2 giugno 1946. La seconda liberazione secondo  Nonna Barbara”.

La mia curiosità resta sempre una e una sola: si saranno riconosciuti i personaggi “veri”? Avranno letto quanto li riguarda? E chissà se avranno riso oppure no. Dal momento che l'autore è ancora integro presumo gli sia andata bene!

 

© Miriam Ballerini

© 2017  Pag. 71 € 14,00

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