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REFERENDUM SU ARTICOLO 18/2012 E ARTICOLO 8/2011

| Scritto da Redazione
REFERENDUM SU ARTICOLO 18/2012 E ARTICOLO 8/2011

Presentati i quesiti per i due Referendum
"La campagna referendaria che sta per iniziare ha con tutta evidenza un valore straordinario. Per almeno tre ordini di motivi.
Il primo riguarda il merito stretto delle questioni oggetto dei referendum. Il secondo, il rapporto tra quel merito e la “politica politicante”: l’irruzione di nodi di tale rilevanza da scompaginare un gioco delle alleanze costruito “a prescindere” da programmi e contenuti.  Il terzo la possibilità che a partire dalla costruzione dei comitati per la raccolta delle firme, quei contenuti si incarnino in una nuova stagione di protagonismo politico diffuso, che la partecipazione diventi parte di un processo “costituente” di uno spazio pubblico dell’alternativa."
Questo è quanto  affermano i promotori dei due Referendum promossi da Italia Dei Valori,Sel,Federazione della Sinistra, Verdi ecc.
Il merito dei due Referendum
Come è noto il merito delle questioni riguarda come è noto due atti politici dei governi Berlusconi prima e Monti poi, le cui conseguenze hanno una portata devastante sul modello sociale e i diritti del lavoro.
Abolizione art.8 manovra 2011.
Il primo contro  l’approvazione dell’articolo 8 della manovra dell’agosto 2011, si sono poste le premesse per la cancellazione tanto del contratto collettivo nazionale quanto dell’intero complesso della legislazione a tutela del lavoro, rendendo contratto e leggi derogabili dalla contrattazione di secondo livello e dunque dall’accordo con qualsiasi sindacato di comodo a livello aziendale o territoriale. Un’operazione che  intende sopprimere la contrattazione collettiva ed importare il modello americano di relazioni industriali, della balcanizzazione del mondo del lavoro attraverso la competizione azienda per azienda, in una spirale al ribasso senza fine di condizioni e diritti.
Abolizione nuovo art. 18/ 2011-Riforma Fornero
Secondo i promotori il nuovo articolo 18, che modifica il testo della legge 300/1970 e mette tutti i lavoratori nella condizione di non poter esercitare più alcun diritto. Tutti ricattabili dalla minaccia del licenziamento, tutti precari perché in qualsiasi momento e senza giustificazione il rapporto di lavoro si può interrompere, a discrezione del padrone. Tutte e tutti pura merce.
Ma la politica si divide.
In Cassazione è stato  presentato  un comitato allargato formato da forze politiche e sociali, tra questi il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, quello di Sel, Nichi Vendola, il segretario di Prc Paolo Ferrero e il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. A metà  ottobre i promotori del referendum inizieranno la raccolta firme.
Ha annunciato la sua adesione Sergio Cofferati ex Segretario Generale della CGIL
Il Partito Democratico  non ha aderito.
Buona parte dei democratici ha manifestato la propria contrarietà all’operazione. Esponenti di primo piano come la Bindi, Ceccanti, Follini, Boccia o Letta l’hanno definita un grave errore. Del medesimo avviso il senatore Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, che dichiara “L’iniziativa di Idv e Sel è per noi del tutto inaccettabile. Abbiamo deciso, infatti, di votare la legge, pur ritenendola, in svariati punti, discutibile o migliorabile. Crediamo, inoltre, che, nel tempo, alcuni connotati del provvedimento si renderanno più chiari nei loro effetti, mentre sarà possibile comprenderne pienamente alcune dinamiche. Ma, ripeto, con il tempo. Allora, si capirà in che modo fare ulteriori correzioni”

Per dire la tua vota qui
Nuovi Referendum sul Lavoro.Il PD deve:
http://www.welfarenetwork.it/index.php?option=com_apoll&view=apoll&id=16:nuovi-referendum-sul-lavoroil-pd-deve

Per saperne di più clicca  qui
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26752#26752

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