Lunedì, 21 settembre 2020 - ore 14.36

Referendum Taglio parlamentari. PD e M5S snobbano il confronto| Sergio Ravelli (Cremona)

Signor direttore, in tanti anni di militanza politica non mi era mai capitato di assistere ad un fatto così vergognoso, che da la misura del livello infimo che ha raggiunto la politica italiana.

| Scritto da Redazione
Referendum Taglio parlamentari. PD e M5S snobbano il confronto| Sergio Ravelli (Cremona)

Referendum Taglio parlamentari. PD e M5S snobbano il confronto| Sergio Ravelli (Cremona)

Signor direttore, in tanti anni di militanza politica non mi era mai capitato di assistere ad un fatto così vergognoso, che da la misura del livello infimo che ha raggiunto la politica italiana.

Mercoledì 19 agosto è andata in onda una puntata di Rai Parlamento, con il confronto tra i rappresentanti del Sì e del No sul referendum costituzionale confermativo indetto per i giorni 20 e 21 settembre.

Per il No al taglio dei parlamentari erano presenti il vice segretario nazionale del Psi Vincenzo Iacovissi e il segretario del Partito Radicale Maurizio Turco. Le postazioni assegnate al sostenitori del Sì erano invece incredibilmente vuote.

Gli esponenti del Partito Democratico e del M5S non si sono presentati, rinunciando al proprio spazio elettorale. Per due anni l’informazione pubblica ci ha parlato solo delle ragioni del Sì, mostrandoci fino alla noia lo striscione grillino con la grande forbice pronta al taglio, ed oggi che è iniziata la campagna referendaria i sostenitori del Sì non si presentono.

Hanno forse già iniziato a praticare il taglio dei loro esponenti? Dicono che questa riforma aiuta la democrazia. Quale democrazia? Quella del silenzio?

Meglio non presentarsi per evitare domande scomode. Per esempio, perché il Pd ha votato convintamente in Parlamento per ben tre volte contro il taglio dei parlamentari e, alla fine, ha votato a favore? Se questo atteggiamento fosse stato assunto in cambio di una legge elettorale proporzionale sarebbe di una gravità inaudita, in quanto comporterebbe la rinuncia clamorosa alla vocazione maggioritaria, che pure era un elemento essenziale del suo stesso atto di nascita, per puntare viceversa su una strategia di alleanza organica con il M5S.

Meglio quindi non dare spiegazioni, sottrarsi al confronto e al dibattito.

Sergio Ravelli Consigliere generale del Partito Radicale

cremona 23 agosto 2020

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