Sabato, 10 aprile 2021 - ore 16.51

Rinnovabili, avanti molto piano

Preoccupa l’immobilismo nella costruzione degli impianti: ''Oggi più della metà dei nuovi impianti riguarda progetti in Italia ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni''

| Scritto da Redazione
Rinnovabili, avanti molto piano

C’era una volta la corsa delle rinnovabili. Poi dal 2014 praticamente si è arenata e gli aumenti in percentuale del 2019 sul 2018, – presentati oggi da Althesys nel consueto appuntamento della presentazione dell’Irex Annual Report 2020 – non devono trarre in inganno. Le cose da tempo non vanno affatto bene, tanto che il Coordinamento Free – ovvero la più grande associazione italiana nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica – stima che se il tasso di autorizzazioni per la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili rimanesse quello del 2017-2018, sarà di 67 anni il tempo necessario per realizzare il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec).

Ma veniamo ai dati duri, nel settore delle rinnovabili cresce il numero delle operazioni (+24%) e della potenza installata (+38%), anche se l’entità degli investimenti è scesa del 5,6%. Il fotovoltaico è il settore prevalente delle iniziative (quasi una su due), ma l’eolico mantiene le dimensioni maggiori, con 5 GW e 4,7 miliardi investiti. Rimane stabile l’idroelettrico (4%), mentre calano la smart energy (da 11% a 6%), le biomasse (da 7% a 4%) e l’efficienza energetica (da 11% a 2%). Si affacciano invece le nuove frontiere tecnologiche come storage, biometano e power-to-gas, che coprono il 2% circa. Nel complesso le operazioni sono state 211 per 10,2 GW (+38% rispetto al 2018) e 9,5 miliardi di euro. Il report evidenzia però che più della metà dei nuovi impianti riguarda progetti in Italia ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni. Gli investimenti in nuova capacità tornano dunque a prevalere, con un valore totale di 5,3 miliardi, di cui però il 47% all’estero. Aumenta anche la potenza, che raggiunge i 6,4 GW, contro i 2,6 GW nel 2018.

Come in altri settori, è l’immobilismo nella costruzione degli impianti, spesso causato da una burocrazia eccessiva e al’opposizione sistematica anche di fronte alle rinnovabili nei territori, a bloccare il settore. Un po’ di luce si può vedere probabilmente dal panorama energetico, che come dice il report, è senz’altro in evoluzione e sta spingendo le aziende a prevedere piani di sviluppo sempre più sfidanti anche dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche su cui investire. Tra le principali tendenze si assiste alla crescita dimensionale dei top player le cui acquisizioni stanno accelerando il consolidamento del mercato italiano. La capacità passata di mano nel 2019 è salita a 1,7 GW da 1,2 nel 2018, quasi interamente di fotovoltaico ed eolico. Il rapporto evidenzia inoltre che anche l’industria elettrica europea sta accelerando la trasformazione sulla spinta delle politiche climatiche Ue.

La crescita delle rinnovabili è accompagnata anche da investimenti nelle nuove tecnologie. Tra queste le principali prevedono lo sviluppo di sistemi di accumulo, abbinati sia a impianti a rinnovabili che a quelli termoelettrici. Parallelamente aumentano le attività di ricerca e sviluppo, che puntano anche alla creazione di una filiera nazionale delle batterie.

Un’altra area ancora nelle prime fasi del ciclo di vita è quella della mobilità sostenibile, per la quale diversi operatori stanno sviluppando reti di ricarica elettrica più capillari e stringendo collaborazioni a livello europeo. Nel medio termine i fari sono puntati sull’accoppiamento tra elettrico e gas, grazie anche a biometano e P2G (power-to-gas).

«Le analisi contenute nel rapporto – spiega l’economista Alessandro Marangoni, ceo di Althesys – indicano chiaramente che la trasformazione del settore elettrico è un processo ineluttabile e che proseguirà a lungo. Il fermento che ha animato il mercato delle rinnovabili anche nel nostro Paese, comprensibilmente frenato dalla situazione sanitaria globale dei primi mesi del 2020, trova oggi terreno fertile per il rilancio degli investimenti indotto dal Green Deal europeo. La sfida sarà ora trasformare questi progetti in effettive realizzazioni, date le perduranti complessità del permitting. I risultati delle aste più recenti del DM FER1 dimostrano che serve un’accelerazione per cogliere i target 2030».

 

 

 

FONTE greenreport

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