I lavoratori della conoscenza sono stati in questi anni penalizzati da interventi legislativi
pesantissimi che hanno ridotto le risorse, bloccato il turn over, le assunzioni per università
e ricerca e tagliato pesantemente gli organici.
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Ecco il testo dell'appello.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Sen. Mario Monti
Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione
Dott. Filippo Patroni Grif
Rinnovare i contratti nei comparti pubblici della conoscenza
I lavoratori della conoscenza sono stati in questi anni penalizzati da interventi legislativi
pesantissimi che hanno ridotto le risorse, bloccato il turn over, le assunzioni per università
e ricerca e tagliato pesantemente gli organici. Tutto ciò ha determinato un peggioramento
delle condizioni di lavoro oltre che un impoverimento delle nostre scuole, università, enti di
ricerca, conservatori e accademie. A tutto questo si è aggiunta una campagna diffamatoria
nei confronti del lavoro pubblico che non ha precedenti.
Le manovre 2010 e 2011 hanno determinato pesantissimi interventi sulle retribuzioni: blocco
dei contratti fino al 2014, congelamento del salario accessorio, delle carriere e il blocco
degli scatti di anzianità, oltre ad interventi devastanti sulle pensioni. Le retribuzioni, ferme
dal 2009, sono state impoverite da un aumento del costo della vita che arriva nell’ultimo
anno a +3,3%. A questi dati occorrerà aggiungere l’effetto della pesantissima finanziaria di
dicembre 2011.
Per queste ragioni occorre modificare radicalmente le politiche messe in campo in questi
anni sul pubblico impiego. In primo luogo bisogna rinnovare i contratti: per restituire il potere di acquisto agli stipendi, ma soprattutto per riconoscere le nostre professionalità. Negare i rinnovi contrattuali significa disconoscere non solo il nostro lavoro ma l’importanza delle professioni che svolgiamo, il loro valore e il loro ruolo sociale.
Noi siamo docenti, amministrativi, lettori, tecnici, dirigenti, ricercatori, ausiliari e direttori e apriamo le nostre scuole, università, enti, accademie e conservatori, le facciamo funzionare ogni giorno ma il nostrodatore di lavoro, lo Stato, ci nega questo diritto.
In secondo luogo occorre ridefinire il sistema delle regole che presiedono alla pratica contrattualee cancellare il decreto Brunetta, per far cessare la discrezionalità e unilateralità
degli interventi. Contestualmente si deve rafforzare il principio della contrattualizzazione
come elemento di modernizzazione e strumento per rendere più efficiente e rispondente al
valore del servizio pubblico la Pubblica Amministrazione. Crediamo inoltre che la contrattazione
sia fattore fondamentale per la ricomposizione del mondo del lavoro in un’ottica solidaristica.
Nello spirito della Costituzione che fonda la nostra Repubblica sul lavoro, occorre che si
apra una nuova fase e che ai lavoratori della scuola, dell’università, della ricerca e dell’alta
formazione artistica e musicale venga riconosciuto quello che è un loro diritto.
Per queste ragioni chiediamo che:
- vengano rinnovati i contratti di lavoro, scaduti ormai nel 2009;
- vengano ripristinati gli scatti di anzianità nella scuola, nell’Afam e per i docenti
e ricercatori nell’università;
- potenziata e resa esigibile la contrattazione integrativa, sia per quanto riguarda
le risorse che le relazioni sindacali.
Dove inviare le adesioni:
www.flcgil.it e-mail: organizzazione@flcgil.it
Via Leopoldo Serra n. 31, 00153 Roma - tel. 06 83 96 68 00 - fax 06 58 83 440
Oppure nelle sedi Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil di tutte le province .



