Martedì, 19 ottobre 2021 - ore 08.08

Sull'ex Inam il Sindaco e la giunta sono poco credibili | Lapo Pasquetti

| Scritto da Redazione
Sull'ex Inam il Sindaco e la giunta sono poco credibili | Lapo Pasquetti

La gestione della vicenda dell’ex Inam da parte dei nostri amministratori locali ha raggiunto, purtroppo per i cittadini, toni da commedia tragicomica.

La voce di oltre 4.000 cittadini che si opponevano al progetto di chiusura del Poliambulatorio di Viale Trento Trieste non è stata ascoltata e mai seriamente presa in considerazione dagli attuali amministratori locali che si sono limitati a qualche incontro, un consiglio comunale aperto e una commissione congiunta Comune-Provincia, solo per dar seguito delle forti pressioni che all’epoca avevamo esercitato affinché gli Enti coinvolti prendessero posizione sul progetto dell’Azienda Ospedaliera.

Ricordo ancora oggi l’Assessore Amore, nel discorso di apertura della discussione, nella sua qualità di presidente della commissione congiunta, ironizzare in sala Quadri sull’argomento, chiedendosi e chiedendo ai presenti per quale motivo fosse stata convocata quella commissione, ritenendo evidentemente le proteste dei 4.000 firmatari solo un’inutile scocciatura che aveva costretto l’amministrazione comunale e provinciale ad una perdita di tempo su una questione ritenuta irrilevante.

La conclusione della discussione della commissione fu che il progetto Mariani di “riallocazione” degli ambulatori era pienamente condiviso dall’amministrazione comunale in ogni suo aspetto e  senza alcuna riserva.

Più volte e in più occasioni il comitato dei cittadini, rappresentato dal sottoscritto e dal portavoce della Federazione della Sinistra Piergiorgio Bergonzi, nonché il Presidente del Tribunale dei diritti del malato, avevano evidenziato che quel progetto era palesemente irrealizzabile e che il fine di delocalizzare gli ambulatori nel territorio declamato dalla dirigenza ospedaliera a tutto vantaggio della cittadinanza non era altro che uno specchietto per allodole, mentre l’interesse unico dell’azienda era la chiusura e la patrimonializzazione dell’immobile.

Apprendiamo che il Sindaco Perri si è finalmente accorto delle proteste dei cittadini, constatando che le cose non stanno andando come gli era stato fatto credere; che la morte dell’ex Inam è stata decretata a sua insaputa, tradendo un accordo (in cui però, purtroppo per lui e per l’assessore Amore, ma anche per i cittadini cremonesi, la Dott.ssa Mariani non aveva assunto alcun impegno formale di realizzare a Cremona il famigerato polo universitario per la formazione degli infermieri).

Allora e non ora, l’Amministrazione avrebbe dovuto pretendere un formale impegno e garanzie da parte della Dirigente dell’azienda ospedaliera.

Assistiamo oggi increduli alle manifestazioni di rabbia consegnate alla stampa dal Sindaco, quasi a dire, scusate, io non centro, me l’hanno fatta un’altra volta.

Un ritornello purtroppo già cantato troppe volte dal Sindaco ai cittadini (la questione di Palazzo Fodri, il valzer di posizioni sulla questione dell’acqua… ) a cui non possiamo e non vogliamo, nel rispetto del Sindaco stesso, credere più.

Lapo Pasquetti

Sinistra ecologia libertà Cremona

 

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