Pianeta Migranti. Cosa sta succedendo nelle nostre città?
L’omicidio di Sako Bakari, ucciso da una baby gang a Taranto e il fatto di Modena, dove un uomo ha falciato dei passanti, dimostrano che la vulnerabilità può diventare un detonatore sociale.
Sako Bakari, 35 anni bracciante del Mali, è stato pestato e accoltellato senza motivo da un gruppo di minorenni “a caccia dell’uomo nero”. Sako era solo, povero e nero: caratteristiche che lo hanno reso, agli occhi dei suoi aggressori, un bersaglio facile.
A Modena, l’uomo italiano - di origine marocchina – che ha travolto i passanti, aveva un problema psichico. Due storie diversissime, ma unite da un filo comune: quando la vulnerabilità non viene protetta, diventa violenza. Violenza subita o violenza agita.
La domanda, per i fatti di Taranto e Modena è la stessa: perché le nostre città non riescono più a proteggere le persone vulnerabili, né da sé stesse né dagli altri?
Oggi, le città sono multietniche, sono segnate da nuove povertà e da vecchie disuguaglianze aggravate dalla crisi economica. L’Istat segnala che oltre il 23% della popolazione è a rischio di esclusione sociale.
Stanno venendo meno i diritti fondamentali delle persone: è difficile trovare un lavoro dignitoso che consenta di vivere e di realizzarsi perché prospera il lavoro nero e precario.
E’ in crisi il diritto alla sanità gratuita per tutti: si tagliano i fondi al sociale, alla sanità e alla scuola per investirli nel riarmo. E i primi a saltare sono i servizi di prevenzione che monitorano e si fanno carico delle fragilità, anche psichiatriche.
Dove erano le reti educative che avrebbero dovuto intercettare il disagio della baby gang e i servizi sanitari che avrebbero dovuto intercettare il problema psichico dell’uomo di Modena prima che tutto sfociasse nel crimine?
Gli episodi di Taranto e Modena non sono “normali”, ma sono coerenti con un contesto in cui aumentano le solitudini e diminuiscono gli spazi di comunità: i giovani crescono senza adulti di riferimento, i migranti non vengono integrati, le persone con problemi non trovano presa in carico. Scuole, reti educative, servizi sanitari e sociali oggi sono sotto pressione: lasciati spesso sotto organico e quindi impossibilitati a offrire aiuto adeguato a chi scivola ai margini.
Tuttavia, i dati nazionali dicono che l’Italia non è diventata più violenta: gli omicidi sono in calo da anni e la criminalità complessiva è inferiore rispetto a un decennio fa. E’aumentata però la percezione di insicurezza insiema alla paura.
La risposta del governo sono i Decreti Sicurezza: più pene, più carcere per chi delinque. Ma già nel 1764 Cesare Beccaria spiegava che l’inasprimento delle pene non produce maggiore sicurezza. La sicurezza nasce da leggi chiare, pene proporzionate e rapide, ma soprattutto da una società che previene i reati attraverso educazione, giustizia sociale, libertà.



