Lunedì, 23 maggio 2022 - ore 16.23

Tutti i dati sulle elezioni del presidente della Repubblica

2 gli eletti al primo scrutinio, per Giovanni Leone ne furono necessari 23. Mattarella alla quarta.

| Scritto da Redazione
Tutti i dati sulle elezioni del presidente della Repubblica

Chiunque sarà il prossimo o la prossima presidente della Repubblica, di certo non eguaglierà il record di Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Entrambi furono infatti eletti al primo scrutinio, rispettivamente nel giugno 1985 e nel maggio 1999. Il limite in alto fu fissato invece nel 1971 da Giovanni Leone, per eleggere il quale furono necessarie 23 chiame. Mentre il record di voti spetta a Sandro Pertini, che nel 1978 ne ottenne 832.

Per raccontare l'elezione della prossima persona che si insedierà al Quirinale, in corso da lunedì 24 gennaio alla Camera dei deputati, Wired ha scelto di utilizzare i dati. Informazioni raccolte sul sito dedicato ai presidenti della Repubblica italiana e racchiuse in questa infografica

 

Ogni bolla rappresenta un presidente. Più si trova in alto, maggiore è il numero di scrutini necessari per arrivare all'elezione. Più è a destra, più è recente. La bolla diventa più grande e più scura tanti più sono i voti ottenuti dalla persona scelta dal parlamento per occupare la più alta carica dello Stato. Basta cliccare su ciascuna bolla per leggere le varie informazioni.

Come detto, solo due presidenti vennero eletti al primo scrutinio. Per altri quattro bastò invece la quarta votazione, ovvero la prima per cui è sufficiente la maggioranza assoluta e non più quella dei due terzi richiesta per le prime tre. Tra questi ci sono l'attuale inquilino del Colle, Sergio Mattarella, e il suo predecessore Giorgio Napolitano, ad oggi l'unico ad essere stato rieletto per un secondo mandato.

Napolitano è anche uno dei quattro presidenti ad aver rassegnato le dimissioni, lasciando l'incarico 18 mesi dopo la rielezione. Il primo fu Antonio Segni, per ragioni di salute, nel 1964. Il secondo, nel 1972, fu Giovanni Leone, costretto al passo indietro due settimane prima del semestre bianco (gli ultimi sei mesi di mandato durante i quali il presidente non può sciogliere le Camere) perché coinvolto nel cosiddetto scandalo Lockheed. Si tratta di un giro di tangenti legati alla fornitura di alcuni aerei all'Aeronautica militare, al quale Leone risultò poi del tutto estraneo.

Il terzo a dimettersi, invece, fu Francesco Cossiga, che lasciò due mesi prima della fine del mandato a seguito delle elezioni politiche del 1992. Quelle cioè che segnarono la fine dei partiti della cosiddetta prima Repubblica: due anni più tardi, nel marzo 1994, le elezioni le avrebbe vinte Forza Italia, un partito fondato solo pochi mesi prima da Silvio Berlusconi.

Erano mesi difficili, con i partiti che cadevano sotto le accuse di corruzione del pool di Mani Pulite della procura di Milano. E con il terrorismo mafioso, che il 23 maggio del 1992 avrebbe ucciso il magistrato Giovanni Falcone e, meno di due mesi dopo, il suo collega Paolo Borsellino. Proprio due giorni dopo la strage di Capaci, il 25 maggio, i partiti avrebbero trovato l'accordo per eleggere, al 16simo scrutinio, Oscar Luigi Scalfaro. Per ragioni totalmente diverse, anche questi sono mesi difficili. Resta da capire quanto impiegheranno i partiti a trovare un accordo per eleggere il nuovo presidente.

 

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