Mercoledì, 15 agosto 2018 - ore 23.10

UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona)

UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona)

| Scritto da Redazione
UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA  QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona) UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA  QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona) UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA  QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona)

UNA CICLISTA IMPRUDENTE, INDISCIPLINATA, TROPPO PRESA DALLA FRENESIA  QUOTIDIANA. Di Giorgino Carnevali (Cremona)

(Ciclisti, attenzione  ad attraversare sulle strisce pedonali in sella alla  vostra bici. Purtroppo siamo piedi e non cervello!)

 “Me ne infischio, insomma non me ne frega niente del traffico”. Anche si: “Ho troppa premura per aspettare, devo correre”. E ancora, così tanto per gradire: “Che rottura di palle ‘sto traffico, io passo, ce la faccio, non posso arrivare tardi”. Codeste, amico mio Gianni Carlo, potrebbero essere le sacro sante premesse dettate da un maldestro comportamento adottato stamani da una indisciplinata ciclista. Talmente presa dallo scorre frenetico della vita quotidiana, da non accorgersi del sopraggiungere della mia autovettura durante un suo improvviso, sconsiderato attraversamento del viale Po sulle strisce pedonali, in sella alla sua bicicletta. In pratica ha proseguito con la medesima velocità transitando dalla pista ciclopedonale a fianco del viale alle strisce pedonali, senza interrompere mai la corsa. Ti rendi conto che me la sono trovata ad un “pelo” dal muso della mia autovettura? Eppure quella maldestra giovane signora, era sfrecciata su quelle strisce, attraversando viale Po, senza la benchè minima presa di coscienza del sopraggiungere di auto. Lei, dannatamente di fretta, mostrando ben due sellini (davanti e dietro, segno evidente di maternità…aggravante!) montati sulla bici…nemmeno una piega aveva fatto, sprezzante, meglio incosciente del rischio corso.  Questi i fatti, questo il tremendo “spago” che ho preso, una manovra, la sua, che mi ha colto di sorpresa. Mi chiederai perplesso: “A che pro tutta ‘sta premessa?”. Semplice ed elementare, elementare come quando all’asilo credevamo di essere in prima media! Considerazione, fino alla noia. Arcinoto, i ciclisti italiani sono indisciplinati, imprudenti e scarsamente consapevoli che il codice della strada detta anche a loro regole ben precise. Stai a sentire. La maggior parte circola senza fari, né tanto meno catarifrangenti, figuriamoci il casco! Il semaforo rosso è semplicemente un optional, ridicolo per loro. Invadono marciapiedi e strisce pedonali, sfoggiano equilibrismo nel procedere senza tenere le mani sul manubrio, magari con tanto di cellulare in mano, portano a passeggio il cane facendosi trainare da quella povera bestia. Li hai mai veduti procedere in fila indiana, soprattutto i “ciclisti amatoriali” della domenica? Il Codice impone invece pressappoco così: “Sulle strisce pedonali devono dare la precedenza. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano, non possono pedalare attraversando sulle strisce pedonali, soprattutto quando la circolazione del traffico è intensa. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”. Tempo fa ho letto di un automobilista di 46 anni colto di sorpresa da un ciclista che imprudentemente attraversava sulle strisce pedalando. Il ciclista è stato balzato in aria ed è caduto pesantemente sul selciato. Le sue condizioni sono apparse gravi e si è temuto il peggio. Poi, per fortuna le notizie dall’ospedale sono state rassicuranti. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani per i rilievi di prassi e per raccogliere le testimonianze. Il ferito adesso potrebbe incorrere nella sanzione che prevede il codice della strada, quando si attraversa sulle strisce pedonali senza scendere dalla bicicletta. Certo, è indubbio che la mobilità in bicicletta contribuisce a rendere le città più vivibili, un trasporto urbano più efficiente, strade meno congestionate, meno rumorose, è un’utile attività fisica. Tuttavia, oltre a questo tranquillo scenario, il biker deve avere la consapevolezza che sta pedalando lungo viali, strade e piazze di una città nella quale deve convivere con gli altri veicoli e non in una soleggiata e solitaria stradina di campagna. Sembrerebbe ovvio, ma ovvio non è. E purtroppo questa non consapevolezza, a volte, può avere conseguenze drammatiche. Ti raccomando Gianni Carlo, cerca di cavartela da par tuo, e non infilarti anche tu in certi “cul de sac!”.

Giorgino Garnevali (Cremona)

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