Domenica, 31 maggio 2020 - ore 08.07

UNA SOCIETA’ MENTALMENTE 'DISTURBATA' , CHE NON SA PIU’ COME TROVARE RIMEDIO | ARNALDO DE PORTI

Ma ci rendiamo conto che oggi, per colpa di due pazzi, stiamo correndo il rischio di far scoppiare una guerra da combattere non già con la cerbottana o le fionde, ma con la bomba atomica ?

| Scritto da Redazione
UNA SOCIETA’  MENTALMENTE 'DISTURBATA' , CHE NON SA PIU’ COME TROVARE RIMEDIO | ARNALDO DE PORTI

UNA SOCIETA’  MENTALMENTE “DISTURBATA” , CHE NON SA PIU’ COME TROVARE RIMEDIO | ARNALDO DE PORTI

Ma ci rendiamo conto che oggi, per colpa di due pazzi, stiamo correndo il rischio di far scoppiare una guerra da combattere non già con la cerbottana o le fionde, ma con la bomba atomica ?

Capita di osservare la gente quando cammina per strada, quando guida l’automobile, quando approccia le istituzioni in genere, dalle più importanti all’ultimo ufficio di campagna, e non può sfuggire a nessuno che, in aggiunta a tutto ciò,  non c’è più voglia di ridere, di scherzare, di scambiare amichevolmente quattro chiacchiere come si usava fare una volta, tanto che la cosiddetta socializzazione, sembra essersi trasformata in una sorta di competizione sul…niente ,  realtà che, alla fin fine si traduce in piccoli scontri per poi trasformarsi in guerra: la disgregazione sociale che ogni giorno sta acuendosi in ogni parte del pianeta che altro è se non la somma di piccole conflittualità ? Basta  infatti un nonnulla di un pazzo  (e di questi ce ne sono tanti al mondo, soprattutto agli apici dei governi !!!) per scatenare una guerra che il buon senso in capo a tante persone oneste e per bene respingono, impotenti.

Come ho detto molte volte da persona dal dna ottimista, mi appare difficile solo immaginare che le cose possano cambiare in quanto, giorno dopo giorno, l’uomo si sta scostando dai suoi bioritmi naturali per stare al passo con un progresso che, se da un lato è più che positivo, dall’altro confligge in maniera grave con la stessa natura umana, con le sue aspettative fatte di gioie e dolori, di amore, di mutualità sociale e quant’altro.

Ma ci rendiamo conto che oggi, per colpa di due pazzi, stiamo correndo il rischio di far scoppiare una guerra da combattere non già con la cerbottana o le fionde, ma con la bomba atomica ?

Purtroppo anche l’Italia, col concorso di certa stampa “monnezza” e di certi politici “spazzatura” , oggi si sta contribuendo allo sfacelo sociale generale grazie a personaggi che, per il potere, non badano ad uccidere ogni giorno, seminando odio, raccontando balle, dando da intendere che la neve è di color nero,  infischiandosene delle nuove generazioni, dei nostri figli, dei nostri nipoti, senza che a tutto ciò, purtroppo, ci sia la possibilità di un rimedio da parte di tanta gente giovane, generosa, intelligente che inonda le piazze per dire no a tanta barbarie.

Ora è il periodo positivo delle…sardine, prima dei girotondi, realtà queste che, se da una parte costituiscono il sintomo di un male socio-politico itinerante, dall’altro fan pensare che, a tutta questa buona volontà di porre rimedio a qualcosa, ci sarà chi, alias i soliti marpioni della politica, farà-faranno di tutto per far tacere questi bravi ragazzi.  Io non sono contrario a questi ultimi, anzi mi accoderei a loro, magari aggiungendo al loro movimento “le sardine”, anche i…branzini e le orate o, meglio ancora e soprattutto, i polpi-polipi con il compito di soffocare con i loro forti tentacoli i pazzi della politica mondiale.

Purtroppo, non vedo chiaro, anche se, alla mia età, dovrei seminare ottimismo. “L’uomo sta diventando pazzo ?”, scrivevo qualche anno fa in un grosso libro  a titolo “Caro Direttore, virgola…” e, magari (ma spero tanto di no)  dovremo ammettere quanto scriveva un famoso filoso austriaco, Rudolf Steiner, e cioè che l’uomo sconfiggerà il cancro, ma non saprà esimersi fra non molto dalla pazzia collettiva “ ?

Che fare ?  Boh..  Di certo, quanto ho scritto, non rispecchia  soltanto il mio attuale stato d’animo, magari  riconducibile - secondo alcuni -  ad una anamnesi  riveniente da una certa esperienza di vita vissuta sempre con occhi proiettati verso la necessità di una auspicabile concordia sociale.

Ma affermando ciò,  oggi significa  essere considerati dei malati di  logorrea e retorica.

ARNALDO DE PORTI

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