Mercoledì, 13 novembre 2019 - ore 21.56

Urge costruire l’alternativa a questo governo pericoloso Di Luciano Pizzetti (deputato Pd)

Il Senato rivolta come un fetido calzino una legge di bilancio dannosa e menzognera. Imposta alla Camera dei Deputati da un governo ingannevole e pericoloso.

| Scritto da Redazione
Urge costruire l’alternativa a questo governo pericoloso Di Luciano Pizzetti (deputato Pd)

Urge costruire l’alternativa a questo governo pericoloso Di Luciano Pizzetti (deputato Pd)

Il Senato rivolta come un fetido calzino una legge di bilancio dannosa e menzognera. Imposta alla Camera dei Deputati da un governo ingannevole e pericoloso.

Non solo perché lo impone l’Europa. Per i negativi effetti che stava dispiegando. In sessanta giorni siamo passati dai mussoliniani annunci dal balcone, alla grande ritirata. Con tanto di furbizia che confida nella presunta dabbenaggine del popolo. Tale è il giochino illusionistico di mascherare l’indietro tutta col passaggio dal 2,4 al 2,04 per cento del PIL. Pusillanime tentativo di gattopardismo a cinque stelle. Nel frattempo le negative conseguenze dell’impianto gialloverde hanno già seminato erba infestante. Sei mesi fa nasceva il governo Conte. Lega e Cinquestelle si sono molto combattuti e poi, d’incanto e in barba agli impegni assunti con gli elettori, eccoli insieme al governo. Non alleati ma contrattualizzati. Sapevano bene che non era amore ma un calesse.

Su cui caricare tutte le loro contraddizioni e divisioni. Che ora stanno scaricando sull’Italia e gli italiani. Cementati dall’esercizio del potere si stanno sfogliando nel contrasto di potere. L’odio verso il PD non sarà sufficiente ad impedire che ciò accada. Nel frattempo gli italiani pagano già un prezzo salato alle loro menzogne e ai loro inganni.Tra lavoro nero, condoni, abusivismo, milioni truffati, i gialloverdi hanno perso il titolo di vestali. Onestà gridata e assai poco praticata. Meno tasse alle imprese: secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio aumenteranno di 6 miliardi. Via gli 80 euro: confermati. Via la buona scuola: tenuta con ritocchi peggiorativi. Via il bonus cultura: mantenuto. Via gli immigrati: caleranno i regolari e cresceranno gli irregolari.

Con buona pace della sicurezza. Gli sbarchi sono calati per lo più grazie al ministro Minniti che al vicepremier Salvini. Via le missioni internazionali: interamente rifinanziate. L’abracadabra dei costi/benefici sulle grandi opere si è rivelato una fasulla pantomima. No al TAP: si fa. No al Terzo valico: si fa. No alla TAV: si farà. Via la Fornero: macchè. Sarà ritoccata con quota 100, intrisa di tanti di quei paletti da farla salire fino a 104. Ovviamente con assegno ridotto e ritardato nel tempo. 780 euro per il reddito di cittadinanza: marameo. Anche qui si introdurranno molti paletti per ridurre contributo e beneficiari.

Cosicché si scoprirà quanto sia ben più efficace il Reddito d’Inclusione attivato dal governo precedente. Nel frattempo, grazie al decreto scarsa dignità, il 30 per cento delle aziende metalmeccaniche ritiene di non rinnovare i contratti a tempo determinato. 51mila imprese hanno chiuso i battenti negli ultimi tre mesi. Con tanta superficiale demagogia ci hanno costretti alla lite con tutti in Europa. Per la gioia di Putin. Persino con quei governi che Salvini ama ma Fico un po’ meno. Soli e accompagnandosi malamente, sono partiti baldanzosi per suonare e sono tornati suonati. Una guerra lampo fallita.

Con costi ingenti per il nostro Paese. Così, accordi per il rimpatrio dei migranti negli Stati d’origine non riescono a farne e questi restano in Italia, vagando senza controllo nella semiclandestinità. Lo spread è salito e con esso il costo dei mutui. Intaccando i risparmi. L’Italia ha lasciato sul campo miliardi di euro e in sei mesi è diventata più povera. Le imprese temono a fare investimenti. I capitali italici hanno ingentemente ripreso la via estera. I capitali esteri hanno perso quella per l’Italia. Il Tesoro, per la prima volta da anni, è stato costretto a revocare un’asta dei Titoli di Stato. Dopo 5 anni il PIL torna giù e rischiamo una nuova recessione. Non è il bollettino del menagramo. È l’istantanea della realtà. È davvero questo che gli italiani cercavano per avversione a Renzi? Una sorta di sindrome di Stoccolma, sociopolitica, da cui si dovrà guarire per salvarsi. Nazionalismo e populismo prima ti attraggono poi ti soffocano. Sul territorio è uguale. Riapriremo il tribunale di Crema: uscito per sempre dai radar. Ripristineremo il punto nascite all’Oglio Po: definitivamente chiuso. Affronteremo la condizione dei treni pendolari: si peggiora dì per dì. Davvero nulla di nuovo sopra e sotto i ponti.

Nel paese, tra gli italiani, cresce la consapevolezza sul rischio danno gialloverde. Ma non trova sbocchi. Perché le forze progressiste, riformiste e liberali sono sotto botta. Hanno perso la voce e smesso di progettare il futuro. Vivono di ricordi e di rimpianti. Oppure, come Forza Italia, cercano un posto alla tavola sovranista. Così non saranno né ricordate né rimpiante. Il PD deve andare oltre sé stesso per riprendere il gusto e la voglia di guardare negli occhi gli italiani. Riprenderli per mano e camminare insieme verso un’Italia migliore. Senza spocchia. Si assorbe la rabbia individuando risposte. Con spirito di servizio civile. Ridando cittadinanza ai valori fondamentali che ci sono stati trasmessi in dote con la Costituzione dai fondatori della Repubblica. Gli italiani non sono solo brava gente ma gente brava. La crisi ci ha purtroppo molto incattiviti, come dice il CENSIS. Dobbiamo tornare a credere in noi stessi e in quell’Italia migliore. In cui le generazioni non confliggano e le innovazioni non generino povertà. Perché vivono in reti sociali protettive.

Dove le opportunità valgono quanto il merito. L’Europa attuale non va ma senza Europa saremmo ultimi in classifica. Retrocessi in serie B. Dunque, occorre lavorare per cambiarla questa Europa. Non distruggerla. Pensare tutto ciò dovrebbe essere la funzione del congresso del PD. Per dare vita a un grande movimento di alternativa ai dissipatori del bene comune. A un vero partito democratico della nazione. Aperto, inclusivo, portatore degli interessi degli italiani. Di chi ha bisogno e di chi è forte da poter aiutare chi lo è meno. Quando il drappo antiimmigrati sarà lacerato dall’aggravarsi della condizioni materiali e si svelerà la finzione, tutto ciò che occulta riemergerà nella sua drammatica realtà. A quel punto le forze del cambiamento democratico non avranno alibi di fronte a nuove, doverose responsabilità. Noi non avremo alibi. Siamo chiamati a pensare e praticare una Politica coinvolgente.

Di prospettiva e di prossimità. Nei giorni scorsi è stato abbattuto il diaframma sud per il completamento del tunnel del Brennero. Un’opera ciclopica. La più lunga e tecnologica galleria ferroviaria al mondo per unire il sud e il nord Europa. Per consentire il trasporto delle merci riducendo fortemente costi e impatto ambientale. Le più grandi talpe la stanno costruendo. Il PD, non potendo essere giraffa, dovrebbe essere una grande talpa che ricostruisce collegamenti tra cittadini, popoli, istituzioni, politica. Per generare nuove classi dirigenti e moderni cittadini. Per cambiare davvero l’Italia e l’Europa. Il bene comune si alimenta con le società aperte che sottraggono il regno alla paura. Per tornare ad essere punto di riferimento di tanti italiani dobbiamo essere più estroversi che introversi. Spero che il congresso cambi verso, per spingerci in questa direzione.

Luciano Pizzetti, deputato PD

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