Domenica, 29 novembre 2020 - ore 03.19

Vincenzo Montuori Il corpo femminile : qualche sonetto del Petrarca , di Ungaretti e di Montuori

In genere i poeti uomini, quando parlano della bellezza femminile, tendono a parcellizzare quella dimensione per cui si concentrano su una sorta di geografia del corpo femminile da descrivere settore per settore.

| Scritto da Redazione
Vincenzo Montuori Il corpo femminile : qualche sonetto del Petrarca , di Ungaretti e di Montuori

Vincenzo Montuori Il corpo femminile : qualche sonetto del Petrarca , di Ungaretti e di Montuori

In genere i poeti uomini, quando parlano della bellezza femminile, tendono a parcellizzare quella dimensione per cui si concentrano su una sorta di geografia del corpo femminile da descrivere settore per settore.

Facciamo qualche esempio e cominciano con PETRARCA e con i suoi sonetti sulle mani di Laura ; è il caso di “Canzoniere” 199:

O bella man, che mi restringi ‘l core,

e ‘n poco spazio la mia vita chiudi;

man, ov’ogni arte e tutti i loro studi

poser Natura e ‘l Ciel per farsi onore;

di cinque perle oriental colore,

e sol ne le mie piaghe acerbi e crudi,

diti schietti soavi, a tempo ignudi

consente or voi, per arricchirne, Amore.

Candido, leggiadretto e caro guanto,

che copria netto avorio e fresche rose,

chi vide al mondo mai si’ dolci spoglie?

Così, avess’io del bel velo altrettanto!

O inconstanzia de l’umane cose!

Pur questo è furto, e vien chi me ne spoglie.

Continui con UNGARETTI di cui leggiamo questo frammento dal “Taccuino del vecchio” , intitolato “Il lampo della bocca”(1968):

Migliaia d’uomini prima di me,

Ed anche più di me carichi d’anni,

Mortalmente ferì

Il lampo d’una bocca.

Questo non è motivo

Che attenuerà il soffrire.

Ma se mi guardi con pietà,

E mi parli, si diffonde una musica,

Dimentico che brucia la ferita.

Continuiamo, si parva licet, con questi versi di MONTUORI:

QUESTO SORRISO

È un sorriso questo

a cui non si può resistere,

la lastra greve

dell’inverno dischiara.

Non è un sorriso questo

 a cui si può rispondere;

la sfida gaia dagli occhi

atterra gli occhi altrui e li confonde.

Il malcapitato a sera nella stanza

sogna di morirne

e farneticano le mani

in un abbraccio vano.

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