Domenica, 25 ottobre 2020 - ore 02.44

‘Cartoline da Pompei’ | Vincenzo Montuori (Cremona

Parecchi poeti hanno composto delle piccole antologie dedicate ai personaggi defunti delle loro comunità costituendo una galleria di “epigrafi” da tramandare ai posteri: un esempio è la famosissima antologia di Spoon River di E. Lee Masters.

| Scritto da Redazione
‘Cartoline da Pompei’ | Vincenzo Montuori (Cremona

‘Cartoline da Pompei’ | Vincenzo Montuori (Cremona

Parecchi poeti hanno composto delle piccole antologie dedicate ai personaggi defunti delle loro comunità costituendo una galleria di “epigrafi” da tramandare ai posteri: un esempio è la famosissima antologia di Spoon River di E. Lee Masters.

 Anch’io parecchi anni fa (sarà stata la fine degli anni Novanta ) avevo messo insieme una galleria poetica di personaggi immaginati nei loro ultimi momenti di vita prima della eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (dopo Cristo non dopo Covid) che distrusse Pompei e ne sterminò la popolazione. La raccolta si intitolava “Cartoline da Pompei”, raccolta rimasta inedita (quello che ho pubblicato è un quarto circa di quello che ho effettivamente scritto).

Vi propongo qui l’introduzione e la conclusione che sono una riflessione sulla furia distruttrice della Natura (leopardianamente con la maiuscola) e sulla importanza (foscolianamente) della memoria

 

INTRO.

 

Fermati, non andare oltre

a cuor leggero, lo sguardo vacuo

e sazio da turista;

fermati, pensa che fummo vivi

per sperare, per soffrire,

di te tanto più vivi

se il giorno che ti si trascina

fiacco, si dileguò per noi

in una vampata immisurabile

di fiamme, se una bollente nube

in gola ci pietrificò il respiro

 

Vedi che l’artigliare del vulcano

in un’istantanea ci ha fermati

irripetibile di vita

 

Non fare che la noncuranza

dell’oggi ci condanni

eternamente alla dimenticanza.

 

EXO.

 

Non altro che ombre cotte siamo,

ombre che il soffio dell’immenso

per un attimo ha svegliato,

carne che un dio ha forgiato

in uno stampo immutabile di creta

 

All’occhio impassibile che indaga

siamo appena prodigi

generati dall’abbraccio di fuoco

che ci avvince

 

Non lasciarci morire

alla memoria pure,

serba per noi almeno

un pensiero di pietà

che ci guidi

a quella morta riva.

 

VINCENZO. MONTUORI

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